sabato 9 ottobre 2010

Rifiutate di obbedire, disertate



Monsieur le president

Je vous fais une letter

Que vous lirez peut-être

Si vous avez le temps.

Je viens de recevoir

Mes papiers militaries

Pour partir à la guerre

Avant mercredi soir.

Monsieur le président

Je ne veux pas la faire

Je ne suis pas sur terre

Pour tuer des pauvres gens.

C'est pas pour vous fâcher,

Il faut que je vous dise,

Ma décision est prise,

Je m'en vais déserter.

Depuis que je suis né,

J'ai vu mourir mon père,

J'ai vu partir mes frères

Et pleurer mes enfants.

Ma mère a tant souffert

Qu'elle est dedans sa tombe

Et se moque des bombes

Et se moque des vers.

Quand j'étais prisonnier,

On m'a volé ma femme,

On m'a volé mon âme,

Et tout mon cher passé.

Demain de bon matin

Je fermerai ma porte

Au nez des années mortes,

J'irai sur les chemins.

Je mendierai ma vie

Sur les routes de France,

De Bretagne en Provence

Et je crierai aux gens:

«Refusez d'obéir,

Refusez de la faire,

N'allez pas à la guerre,

Refusez de partir.»

S'il faut donner son sang,

Allez donner le vôtre,

Vous êtes bon apôtre

Monsieur le président.

Si vous me poursuivez,

Prevenez vos gendarmes

Que je n'aurai pas d'armes

Et qu'ils pourront tirer.

Boris Vian (1954)

Il disertore

Signor presidente
le scrivo una lettera
che lei leggerà forse
se ne avrà il tempo.
Ho appena ricevuto
la cartolina
per andare in guerra
entro mercoledì sera.
Signor presidente
io non la voglio fare
non sono sulla terra
per uccidere la povera gente
Non è per irritarla,
ma devo proprio dirglielo,
ho deciso
mi faccio disertore

Da quando sono nato
ho visto morire mio padre,
partire i miei fratelli,
piangere i miei bambini.
Mia madre ha tanto sofferto
che ora è nella sua tomba
e se ne infischia delle bombe
e se ne infischia dei vermi.
Quand'ero prigioniero
mi hanno rubato la moglie,
hanno rubato la mia anima,
e tutto il mio caro passato.
Domani, di buon mattino
chiuderò la mia porta
in faccia agli anni morti,
andrò per le strade.

elemosinerò la mia vita
lungo le vie della Francia,
dalla Bretagna alla Provenza
e griderò alla gente:
"Rifiutate di obbedire,
rifiutate di farla,
non andate alla guerra,
rifiutate di partire."
Se occorre dare il proprio sangue
dia pure il suo,
lei è così bravo
Signor presidente.
Se mi farà ricercare
avverta i suoi gendarmi
che non avrò armi
e che potranno sparare

gc (2001)

Ridiamo (!) a Cesare....




Ridiamo a Cesare quel che è di Cesare

dal meetup di Brescia una bellissima idea

....Il nostro beneamato ha deciso di inondarci di opuscoli sulle azioni del governo in questi due anni e mezzo.
Abbiamo fatto i V-day, i No-Bday, i Woodstock..... che ne pensate di un Riciclo-day (chissà se in questo caso i media ci snobberebbero come hanno fatto per Cesena) ???
Si raccolgono tutti gli opuscoli (magari anche passando a chiedere di casa in casa) e si porta tutto a.... Vedelago

blues and friends

This land is your land

This land is my land

La bella Esotero

i poeti


I poeti di oggi e di ieri non vendon pensieri a chi più gli dà

I poeti non mordono l’osso né nero né rosso della società

Coi poeti o contro i poeti stan solo gli esteti del circo Barnum

Ogni cosa qualunque essa sia non è più poesia se un prezzo si dà

Sia chi vende la merce più rossa che chi ci delizia con la sua pietà

Rossi e neri c’è un bianco padrone: Messieur Capitale coi suoi “firmi qua”

La morale di questa canzone è un’antimorale, che palle mi fa!

Sia chi insegna “va’ contro il padrone” che chi si compone poesie da sofà

L’arte è morta, è un cadavere, puzza, dovunque lo metti ancor puzzerà

Per chi l’ama davvero poesia è un rumore di vetri che spinge a giocar

contro il nulla politicizzato che serve allo Stato per far lavorar

La coscienza calata nei fatti non compie misfatti ma muta realtà

I poeti di oggi e di ieri coi preti e coi seri non hanno a che far

li ritrovi con i disperati, chi non vive nulla eppure lo sa

Finché un disco, un libro, un giornale può “recuperare”, poesia non ce n’è

Salariati a 33 giri che vendon sospiri anziché caffè

Che ti vendono in rima baciata squallore e insalata e banalità

Se qualcuno mi vuole comprare si appresti a pagare ben bene per me

Posso vendergli parole morte, idee per la corte che le comprerà

Posso far venir fuori una rima con fuoco e benzina che non brucerà

Posso dire quanto è bello l’amore vendendogli un cuore che non batterà

Se qui dentro c’è della poesia è già andata via se merce si fa

La poesia è già in tutte le teste ma scende nei cuori soltanto alle feste

La poesia scende già nella strada e ovunque si muova ognun la vedrà

La poesia abita già chi ha fatto anche un timido passo verso la libertà

UNA SCUOLA COME ZERBINO



15 Settembre 2010

Le "piccole" intemperanze del sindaco leghista di Adro?
C'è chi chiede di conivolgere la Magistratura per questa provoc-azione leghista, ma la Magistratura secondo me per questo genere di cose non basta, non è adatta (e poi non si sa in che data potrebbe definire la questione!): converrebbe fare qualcosa di più "politico" come ad esempio andare a cancellare le scritte o ricoprirle o modificarle disegnandoci sopra qualcosa d'altro magari in modo creativo, magari proprio insieme ai bambini coinvolti!

Il simbolo scelto dalla Lega è antico esattamente come lo è la svastica e imporlo ai bambini delle elementari e in un edificio pubblico per di più, è un plagio inaccettabile!
Il sole delle Alpi ha un passato come pure ce l'aveva la svastica prima che il nazional-socialismo la eleggesse a simbolo del proprio partito politico.
La storia e la politica non ammettono di poter fare i finti tonti / ingenui come questo sindaco di Adro che ha assaggiato la notorietà mediatica qualche mese fa ed evidentemente preferisce piacere molto a pochi che essere corretto con tutti i cittadini che amministra.
La scuola è notoriamente un luogo di educazione e purtroppo diventa molto facile manipolare menti fresche e aperte come quelle dei bambini. E' un gioco da ragazzi condizionarli pavlovianamente riempiendo di simboli - apparentemente innocui - le loro aule, il loro spazio comune.
Ma se davvero dobbiamo rispettare i simboli repubblicani ufficiali e non tanto perché ne amiamo le origini quanto perché rappresentano le istituzioni pubbliche che ci attribuiscono un'unica identità nazionale, allora significa che questa spudorata dimostrazione del sindaco di Adro appare come un vero e proprio atto di secessione dalle istituzioni repubblicane da parte di un esponente di un partito al governo.

Insomma tutti dobbiamo obbedire alle leggi repubblicane tranne coloro che le scrivono?! per l'ennesima volta!

Questo apparente amore per le proprie radici / identità nasconde un grave pericolo per la libertà di tutti. In una civiltà degna di questo nome non si possono fare distinzioni sulla base dell'identità o del luogo di nascita, a meno di non introdurre subdolamente una coincidenza tra appartenenza politica e "appartenenza" amministrativa attraverso la quale non saremmo più cittadini se non attraverso la titolarità di quote proprietarie.
Il sindaco leghista affaerma di avere il diritto di spargere i simboli del suo partito nell'edificio pubblico poiché è stato pagato senza l'intervento delle istituzioni pubbliche
L'idea che dovrebbe farsi strada dunque è che la vita pubblica si compra esattamente come tutto il resto
La conseguenza sarà che non si potrà più fare alcuna critica politica, né prendere alcuna decisione in merito ai luoghi pubblici, se non dopo aver acquistato in temini proprietari i beni in questione con l'ulteriore complicazione che con il federalismo demaniale sta accadendo che i beni di proprietà pubblica - cioè di tutti i cittadini - stanno diventando di proprietà degli enti locali, ovvero delle giunte politiche che li amministrano.
E' vero che dai tempi della antica polis la confusione tra spazio pubblico e privato, tra Politica e amministrazione, è sempre più grande!, ma se continua questo trend la possibilità di essere cittadini passerà non più solo dall'anagrafe ma peggio ancora, dal portafoglio e dalla tessera di partito!
Essere italiani potrà significare solo il dover obbedire a testa bassa al politico-padrone di turno e non, ad esempio, amare gli spaghetti al dente e la divina commedia di Dante
Se la nazionalità diventa identità al potere è ora di attrezzarsi perché il nuovo totalitarismo è già qui.

l'ISOLA

http://www.youtube.com/watch?v=wdLT56mxACM





Si stava bene nellisola, si viveva beati,
si cacciava e si pescava,
tutto quel che vi cresceva
si prendeva e si mangiava, gnam, gnam.
Si
... stava bene nellisola, si girava tutti nudi,
se una coppia si piaceva
non appena si incontrava
dentro ai boschi si faceva zuk zuk.
E i
bambini nascevano in grande quantità,
ma non figli di nessuno, no no,
erano figli di comunità.

Poi un giorno nellisola è arrivato uno
strano,
dal colore un po malsano, una pelle sulla pelle
e lo
sputafuoco in mano. Volle
parlare al capo dellisola, parlò di forme
civili,
ci guardò nei genitali e la vita da animali
(la ragion di
tutti i mali) condannò.
Ci regalò le maglie, gli slip ci fece
lavorar,
ci parlò del guadagno e così imparammo a rubar.

Lo
zuk zuk di nascosto e imparare il catechismo, Gesù,
e poi le parole
nuove: ammazzare, fornicare,
guerra, razza, re, colore, Zulù.
«A
ciascuno il suo posto» a ciascuno che cosa? - «Al nemico il perdono» -
il nemico? -
Il cattivo il medio il buono, il padrone ed il villano,
il
pagano ed il cristiano, la virtù.
Gli altri negri ci chiamavano la
tribù dei culi molli
e qualcuno più inumano i tabù del Vaticano, no
no no no no.

È una vita dinferno, se ti muovi fai peccato;
col
cervello rovinato, finalmente abbiam capito
che ci aveva
abbindolato. Gesù disse:
Sarà salvo solo chi il mio corpo avrà (amm)
mangiato
e noi gli abbiamo ubbidito: una sera, per divario,
ci
mangiammo il missionario.
Se quel bianco elegante era buono così,
chissà
quello ruspante che piattino da ricchì-cchì!

(testo e musica:
Duilio Del Prete)
Duilio Del Prete (1968)

Come costruire uno stagno per Libellule



http://www.provincia.novara.it/Agricoltura/ProgettiRicerca/libellule_stagno.pdf

Come costruire uno stagno per Libellule

Le pietre bianche e le pietre nere



Siccome fu domandato al signor Keuner cosa bisognava intendere precisamente per "rovesciamento di prospettiva", egli raccontò l'aneddoto seguente. Due fratelli molto attaccati l'uno all'altro avevano una curiosa mania. Indicavano con una pietra gli avvenimenti della giornata, una pietra bianca per gli avvenimenti felici, una pietra nera per gli istanti di infelicità e i dispiaceri. Ora, venuta la sera, quando confrontavano il contenuto dei loro orci, uno trovava soltanto pietre bianche, l'altro solo pietre nere. Incuriositi da una tale costanza nel modo di vivere così diversamente la stessa sorte, si recarono di comune accordo a chiedere consiglio presso un uomo rinomato per la saggezza delle sue parole."Non parlate abbastanza fra di voi" disse il saggio " ciascuno motivi le ragioni della sua scelta. Ne cerchi le cause". E così fecero da quel momento. Come constatarono rapidamente, il primo restava fedele alle pietre bianche e il secondo alle pietre nere, ma nell'uno come nell'altro orcio il numero delle pietre era diminuito. Invece di una trentina, se ne contavano ancora pressapoco sette od otto. Era passato poco tempo quando il saggio vide tornare i due fratelli. I loro tratti denotavano una grande tristezza. " Or non è molto "disse l'uno" il mio orcio si riempiva di sassolini color della notte, la disperazione era costantemente dentro di me, e io ero ridotto, lo confesso, a vivere per inerzia. Ora vi depongo raramente più di otto pietre, ma quel che rappresentano questi otto segni di miseria mi è a tal punto intollerabile che ormai io non posso più vivere in un simile stato" E l'altro: " quanto a me, io ammucchiavo ogni giorno pietre bianche. Oggi ne conto solamente sette od otto; ma queste mi affascinano talmente che non riesco a evocare quei felici istanti senza desiderare immediatamente di riviverli più intensamente, e, per dirla tutta, in eterno". Il saggio ascoltandoli sorrideva. "Allora va tutto bene, le cose stanno prendendo forma. Perseverate. E del caso ponetevi questa domanda: perchè il gioco dell'orcio e delle pietre ci appassiona talmente?". Quando i due fratelli incontrarono nuovamente il saggio fu per dichiarargli: "Ci siamo posti la domanda, ma senza risposta. Allora l'abbiamo posta a tutto il villaggio. Vedi l'animazione che vi regna. La sera accoccolate davanti alla loro casa, famiglie intere discutono di pietre bianche e di pietre nere. Solo i capi e i notabili si tengono in disparte. Nera o bianca, una pietra è una pietra e tutte si equivalgono, dicono, e se ne burlano". Il vecchio non nascondeva la sua contentezza. "La cosa segue il suo corso come previsto. Non preoccupatevi. Ben presto la domanda non si porrà più; essa è divenuta senza importanza, e forse un giorno dubiterete di esservela posta". Poco dopo, le previsioni del vecchio trovarono conferma nella maniera seguente: una grande gioia si era impadronita della gente del villaggio; all'alba di una notte di agitazione, il sole illuminò, conficcate sui pali appuntiti di una palizzata, le teste dei notabili e dei capi tagliate di fresco.-

(da il trattato di saper vivere ad uso delle giovani generazioni (Raul Vaneigem) - seconda parte - Il rovesciamento di prospettiva - cap. XIX)

Il carcere non redime: spesso uccide

da ODEON TV IL CLUB DELLE PRIME DONNE CARCERE del 9/11/2009

Il carcere non redime: spesso uccide ma il boia non viene perseguito e lavora "per noi"















La peste emozionale


di Walter Catalano
Wilhelm Reich e la congiura dei Piccoli Uomini

[tratto dal libro di Walter Catalano, Applausi per mano sola, Clinamen 2001]

"Ascolta Piccolo Uomo: il tuo retaggio è un diamante che brucia nella tua mano. Vedi te stesso come sei veramente. Ascolta quello che nessuno dei tuoi capi e rappresentanti oserà mai dirti: Sei un 'piccolo uomo qualsiasi'. Comprendi il duplice senso di queste parole: 'piccolo' e 'qualsiasi'. Sei afflitto dalla peste emozionale. Sei malato, molto malato, Piccolo Uomo. Non è colpa tua. Ma è tua responsabilità aver ragione di questa malattia."
(Wilhelm Reich, Listen, Little Man, 1948)

Il 23 agosto del 1956 a New York un immenso rogo distrugge tutte le opere di Wilhelm Reich, ex psicoanalista freudiano, ex militante comunista, ex scienziato rispettabile, perseguitato per anni da freudiani, comunisti e scienziati. I due sbirri incaricati di eseguire l'ingiunzione del giudice, Conway e Ledder, funzionari del Food and Drug Administration - organismo federale incaricato del controllo di derrate alimentari e prodotti farmaceutici - eseguono il loro compito con una rabbia distruttrice che eccede il dovere professionale; svuotano di tutti i libri e le pubblicazioni la biblioteca dell'Orgone Institute di New York - l'istituto di ricerca fondato da Reich - riempiono un grosso camion di quelle sei tonnellate di letteratura, per un valore di circa quindicimila dollari, e la scaricano nell'inceneritore di Gansvevoort a Manhattan. Contemporaneamente vengono demoliti e smantellati tutti gli apparecchi inventati da Reich - gli accumulatori orgonici - con la relativa documentazione(1). Pochi mesi prima, il 25 maggio del 1956 era stata pronunciata dal giudice Sweeney la sentenza contro Reich e i suoi più diretti collaboratori, condannando lo scienziato a due anni di carcere per "disprezzo della corte", cioè per non essersi presentato ad un precedente dibattimento in cui avrebbe dovuto difendersi dall'accusa - infondata - di aver montato una manovra speculativa per vendere apparecchi terapeutici inefficaci. La persecuzione era iniziata, almeno negli USA - l'ultimo paese dove Reich aveva trovato rifugio dall'Europa, dopo anni di minacce, boicottaggi, espulsioni da parte dei nazisti prima e dei comunisti poi - in seguito ad una serie di articoli diffamatori scritti da una certa Mildred Edie Brady, esempio classico di personalità affetta da quella che l'ex allievo di Freud definiva "peste emozionale". Il primo, pubblicato nell'aprile 1947 su "Harper's Magazine", era intitolato, significativamente, Il nuovo culto del sesso e dell'anarchia; il secondo, pubblicato nel maggio 1947 su "New Republic", Lo strano caso di Wilhelm Reich: quest'ultimo fu riportato nel 1948 su un bollettino di informazione clinica degli psichiatri statunitensi acquisendo una sorta di riconoscimento ufficiale da parte della classe medica. Le colpe di Reich, in breve, consistevano, per la giornalista, nell'essere un mistico - e dunque un pazzo - un pornografo ed un anarchico e di aver organizzato una sorta di racket sessuale oltre ad una speculazione medica fraudolenta con i suoi accumulatori orgonici. Aizzati da quei calunniosi articoli, psichiatri, psicanalisti, medici, giornalisti, uomini politici, poliziotti e burocrati si lanciarono come cani rabbiosi contro l'esule austriaco e il suo preteso "culto del sesso e dell'anarchia". Se Reich non era un volgare ciarlatano, doveva essere allora un paranoico, uno schizofrenico, un allucinato: le sue ricerche sul cancro e sull'orgone erano prove evidenti della sua psicosi. La perizia psichiatrica richiesta dal giudice - forse per salvare lo scienziato dal carcere grazie alla seminfermità mentale - rilevò invece che l'imputato era perfettamente sano di mente. Reich dovette scontare la pena detentiva, sicuro - come dichiarò al suo ultimo processo - che l'incarcerazione "avrebbe sicuramente significato la morte in prigione di un pioniere della scienza per colpa di un gruppo di psicopatici(2)". Funesta profezia che si sarebbe avverata il 3 novembre del 1957 nel penitenziario federale di Lewisburg in Pennsylvania. L'atto ufficiale di decesso parla di un infarto (occlusione coronarica), ma è quasi sicuro che al medico austriaco fossero stati somministrati farmaci sperimentali (i detenuti venivano normalmente usati come cavie in cambio di un’abbreviazione della pena). Un compagno di detenzione, Adolphus Hohensee, testimoniò: "Più di una volta questo grande medico mi venne incontro con le lacrime agli occhi per dirmi che questi maledetti sadici, padroni assoluti della vita di milleduecento esseri umani, lo facevano impazzire e, con i loro 'rimedi sperimentali', lo spingevano verso l'abisso della morte… Mi disse che non riusciva a sopportare i farmaci con cui gli saturavano l'organismo. E in effetti morì nel giro di due giorni. Quando lo trovarono, non solo era morto e già freddo, ma aveva una gamba contratta, come avesse sofferto in un'atroce agonia prima che la morte lo liberasse dalle sofferenze(3)". Parlare dunque di assassinio non è assolutamente fuori luogo. Ma cosa aveva spinto i "piccoli uomini" a congiurare contro Reich, a volere la sua morte ed il rogo delle sue opere? Perché la sua eresia era così pericolosa? Un episodio abbastanza significativo delle relazioni fra Reich e la scienza ufficiale può forse chiarire la questione. Il 30 dicembre 1940 Albert Einstein aveva ricevuto una lettera di Reich: "Alcuni anni fa - vi si diceva fra l'altro - ho scoperto un'energia biologica operante in modo particolare, che si comportava sotto molti aspetti diversamente da tutto quanto si sa circa l'energia elettromagnetica… l'esistenza di quest'energia, da me battezzata 'orgone', è stata dimostrata con sicurezza non solo negli organismi viventi, ma anche nell'atmosfera e nel terreno, mediante apparecchi che l'hanno resa visibile, l'hanno concentrata ed hanno rilevato le variazioni termiche da essa determinate. Sto anche applicando con un certo successo quest'energia alla ricerca nel campo della terapia del cancro (4)". Si chiedeva un appuntamento che il grande fisico accordò: il 13 gennaio 1941 Reich ed Einstein si incontrarono a casa di quest'ultimo e si intrattennero in conversazione per ben cinque ore. Einstein osservò l'orgone attraverso un apparecchio inventato da Reich: "Feci buio nella stanza e gli diedi l'orgonoscopio indicandogli come doveva servirsene… esclamò stupefatto: 'Sì, è vero, è là! Anch'io vedo la cosa!' Guardò a più riprese nell'orgonoscopio e disse: 'Ma vedo questi scintillii di continuo, non potrebbero essere nei miei occhi?'(5)". La prova dell'oggettività dei raggi - spiegò Reich - sta nel fatto che le manifestazioni luminose possono essere ingrandite se si osservano con una lente: ciò non avverrebbe se fossero immagini soggettive. Poi aggiunse un particolare sconvolgente sull'accumulatore orgonico(6): tra l'interno dell'accumulatore e la parete superiore di questo, da una parte, e l'atmosfera esterna dall'altra, era rilevabile una sensibile differenza di temperatura. Emozionato, Einstein esclamò: "Questo non è possibile. Se fosse vero, sarebbe una bomba!". Reich promise che sarebbe tornato con un accumulatore; Einstein assicurò che, se le osservazioni fossero state confermate, avrebbe appoggiato la scoperta. Congedandosi Reich disse "Ora capisce perché molti mi prendono per pazzo?". "È perfettamente comprensibile(7)" rispose Einstein. All'inizio di febbraio Reich tornò da Einstein, con un piccolo accumulatore, per procedere alle misurazioni della temperatura. Assai impressionato Einstein chiese di poter tenere l'apparecchio per fare delle osservazioni più dettagliate. Una decina di giorni dopo Reich ricevette una lettera di Einstein: l'aumento di temperatura, diceva, non aveva niente a che fare con la struttura dell'accumulatore, era dovuto solo a spostamenti di aria calda e fredda nella stanza in cui si svolgevano le misurazioni, un fenomeno di convenzione su cui "uno dei miei assistenti ha attirato la mia attenzione". "Con questi esperimenti - concludeva Einstein - considero il problema del tutto risolto: la differenza di temperatura non ha niente a che fare con la scatola di metallo né col suo involucro: è una pura e semplice conseguenza dell'azione del piano orizzontale del tavolo(8)". Reich rispose con una lettera di venticinque pagine: l'ipotesi della convenzione non regge, il fenomeno si può eliminare disponendo l'accumulatore in posti diversi (aria aperta, cantina, ecc.), in condizioni diverse (appeso al soffitto, protetto da un secondo piano orizzontale superiore, ecc.); l'interpretazione dell'aumento di temperatura per accumulo dell'irradiamento di energia orgonica permane dunque valida. Aggiungeva poi dati impressionanti sui risultati ottenuti con oltre 200 cavie cancerose tenute quotidianamente per mezz'ora nell'accumulatore orgonico: rispetto alle cavie non trattate la sopravvivenza era tre volte più lunga. Inoltre riassumeva la sua teoria della vita come fenomeno energetico di pulsazione ritmica (espansione-contrazione) e quadripartita (tensione-carica-scarica-distensione). "Quali che siano le Sue decisioni, dopo queste spiegazioni - terminava Reich - desidero ringraziarLa vivamente del lavoro che si è già sobbarcato. A parte i miei collaboratori francesi e scandinavi, lei è stato il solo uomo di scienza da me incontrato nel corso degli ultimi dodici anni che abbia compreso la base fisica della mia teoria biologica: vale a dire lo svilupparsi di vescicole di materia organica per l'azione dell'energia sprigionata dalla materia(9)…". Einstein non rispose più né a questa lettera né alle successive; dopo diversi mesi Reich richiese la restituzione degli apparecchi prestati al fisico. L'accumulatore venne restituito ma non l'orgonoscopio, che Einstein voleva trattenere come regalo. Dopo due mesi di insistenti richieste, anche il secondo apparecchio venne rispedito. Dopo circa due anni, per smentire le voci, ormai diffuse nell'ambiente universitario, che Einstein avesse invalidato gli esperimenti di Reich in seguito ad un controllo scientifico serio, i collaboratori dell'ex psicanalista decisero di pubblicare integralmente la corrispondenza intercorsa fra Reich e Einstein. Quest'ultimo, appena informato della questione, si affrettò a scrivere a Reich: "Non ho intenzione di autorizzare alcuna pubblicazione del genere di quella che lei suggerisce e debbo informarla che prenderò tutte le misure necessarie a evitare l'indebito sfruttamento del mio nome a questo proposito. Non posso ammettere che il mio nome venga utilizzato a fini pubblicitari, soprattutto in una questione a proposito della quale non nutro nessuna fiducia(10)". In una successiva lettera Reich rimproverò Einstein per le accuse malevole nei suoi confronti invitandolo, se voleva impedire lo sfruttamento del suo nome, "ad agire contro i nostri calunniatori e non contro di noi(11)". Seguì una breve replica di Einstein: non aveva propositi ostili contro Reich ma la questione degli accumulatori orgonici era per lui definitivamente conclusa; "Devo pregarla di trattare con discrezione le mie dichiarazioni orali e scritte, come io ho sempre fatto con le sue(12)" concludeva. Reich rispettò le volontà del fisico e solo dopo la sua morte, nel 1955, l'Orgone Institute Press pubblicherà il carteggio tra i due studiosi sotto il titolo di The Einstein Affair.
Reich, l'Eretico, aveva evidentemente terrorizzato anche Einstein come già Freud prima di lui(13): avallare le sue scoperte avrebbe significato per quelle menti razionali precipitarsi in un'altra visione del mondo; abbandonare i lidi conosciuti della scienza galileiana per sprofondarsi nei meandri oscuri della Filosofia Naturale di Goethe e di Mesmer, di Faust e di Frankenstein. Il brillante psicanalista galiziano, uno degli assistenti più brillanti di Freud, nonché suo amico personale, l'integerrimo militante comunista, fondatore negli anni trenta della Lega Nazionale per la Politica Sessuale Proletaria o Sexpol, sarebbe stato espulso dal Partito Comunista prima e dalla Società Psicanalitica poi: i compagni di un tempo sarebbero divenuti i suoi più acerrimi nemici. Freud lo avrebbe diffamato, gli stalinisti - li chiamava i fascisti rossi - avrebbero progettato di assassinarlo come traditore. Reich aveva infranto ogni tabù: per lui la formula dell'orgasmo, con il ritmo a quattro tempi che lo caratterizza, era la formula stessa della vita; i bioni, i corpuscoli da lui scoperti, rappresentavano la transizione fra vivente e non vivente, realizzando una biogenesi inconcepibile per una biologia ad orientamento chimico e meccanicistico; l'orgone era l'etere, l'onnipresente, universale oceano di energia cosmica che avvolge e muove tutto l'universo, i campi energetici dell'organismo, le condizioni metereologiche dell'atmosfera, i movimenti galattici si corrispondono nei flussi e riflussi di un'energia vitale che connette macrocosmo e microcosmo; ma l'energia orgonica, antagonista dell'energia atomica, se aggredita dalle radiazioni nucleari, si trasformava in DOR (Deadly Orgone), forza pericolosa e mortale; l'energia cosmica primordiale, l'energia alfa o Ea era in grado di trasportare veicoli spaziali, gli UFO - sorta di precipitati fantasmatici - condotti da creature spaziali, gli Uomini-Core (da Cosmic Orgon Energy) portatori di una sostanza nefasta chiamata Melanor che induceva la desertificazione sulla terra e diffondeva la DOR14. Troppo eterodosse queste idee soprattutto per le applicazioni pratiche conseguenti, le mirabolanti invenzioni di Reich: l'accumulatore orgonico, efficace nella terapia del cancro; il cloudbuster - nubificatore o nubifugatore - capace di produrre a piacimento cambiamenti metereologici e di disperdere la DOR nell'atmosfera; il 'cannone spaziale' - sviluppo del cloudbuster - con il quale si potevano neutralizzare gli UFO. Nel suo ultimo libro, Contact With Space - il più controverso - Reich rivelava questi aspetti estremi del suo pensiero eretico: ovviamente lo si disse il prodotto di una mente ormai in preda alla paranoia(15). In molti altri testi però, come Ascolta Piccolo Uomo; Etere, Dio e Diavolo; Superimposizione Cosmica; L'assassinio di Cristo, lo studioso ci additava possibilità feconde e impensabili. Di tutte le derive analitiche, quella reichiana è forse l'unica che in maggior misura riesca a riconnettere la frattura cartesiana superando il dualismo soma/psiche, conscio/inconscio, implicito nelle tesi di Freud e che si ripresenta come problema irrisolto in Adler e anche in Jung. Solo la svolta "mistica" e "panteista" della teoria orgonica risolve il contrasto riportandosi ad una archè primordiale, unità di materia ed energia, di fisico e di metafisico. Ovviamente, a questo punto, il castello psicanalitico è definitivamente crollato. In questo senso Reich agisce come un guastatore, un decostruttore sistematico di dogmi: analitico, marxista, positivista, razionalista, ecc. Ma i piccoli uomini hanno bisogno di dogmi: è pericoloso infrangere le loro certezze.
Proprio ne L'assassinio di Cristo, Reich forgiò la mitica denominazione di MODJU, ricavata dalle iniziali di MOcenigo - il delatore che denunciò Giordano Bruno all'Inquisizione - e DJUgashvili, cioè Stalin: aveva tracciato l'emblema di quella peste emozionale da sempre denunciata, la violenza inquisitoria, la sclerosi libidica, la negazione della vita, quella stessa peste emozionale di cui anch'egli, come Bruno e come Cristo, sarebbe stato vittima. Il testamento di Wilhelm Reich disponeva di dedicare tutte le sue risorse finanziarie residue alla creazione di un Fondo per le Ricerche sull'Infanzia e di sigillare per cinquant'anni l'archivio e la sua biblioteca personale: il 3 novembre del 2007 quando verranno tolti i sigilli(16), saranno finalmente rivelati gli ultimi segreti di questo mistico eretico, di questo saggio folle. Chissà che l'evento non rappresenti una decisiva rivincita sulla peste emozionale.

Note:
(1) Per le notizie biografiche ci rifacciamo prevalentemente a: Luigi De Marchi, Vita e opere di Wilhelm Reich, Milano, Sugarco, 1981, in particolare vol. 2, pagg. 57-97; e Roger Dadoun, Cento fiori per Wilhelm Reich, Venezia, Marsilio, 1976, in particolare alle voci: accumulatore orgonico, assassinio, autodafé, bioni, bruno, cancro, cloudbuster, comunisti, core, deliri, deserto, Dio, dor, Einstein, fascismo, fascismo rosso, Freud, gnostici, Kirlian, orgone, peste emozionale, universo, verità, yoga. Per una sintetica visione della "questione reichiana", Cfr. Massimo Introvigne, Le nuove religioni, Milano, Sugarco, 1989, pagg. 377-378. (2) De Marchi, cit., pag. 98. (3) De Marchi, cit., pag. 100. (4) De Marchi, cit., pag. 61. (5) De Marchi, cit., pag. 62. (6) Lo strumento inventato da Reich e consistente in una scatola con una parete metallica interna che accumula l'energia all'interno del volume ed uno strato esterno di materia organica - lana, cotone, legno, ecc. - che assorbe l'orgone atmosferico e ne trasmette una parte al metallo che la rinvia all'interno in un costante processo di concentrazione. (7) De Marchi, cit., pag. 63. (8) De Marchi, cit., pag. 65-66. (9) De Marchi, cit., pag. 70. (10) De Marchi, cit., pag. 71. (11) De Marchi, cit., pag. 73. (12) De Marchi, cit., pag. 73. (13) Sulla complessa vicenda delle relazioni fra Reich e Freud, cfr. Wilhelm Reich, Reich parla di Freud, Milano, Sugarco, 1979. (14) Su tali questioni cfr. Alessandro Zabini, Wilhelm Reich e il segreto dei dischi volanti, Roma, Tre Editori, 1996; e Carlo Albini, Creazione e castigo: la grande congiura contro Wilhelm Reich, Roma, Tre Editori, 1997. Le recenti sperimentazioni condotte da James De Meo, in particolare l'operazione di nubificazione svoltasi in Eritrea nel 1994-95, sembrerebbero aver dimostrato l'efficacia degli apparecchi costruiti da Reich e la sostanziale fondatezza di molte delle sue teorie. Cfr. prefazione a Zabini, cit. , pag. XX-XXI. (15) È la posizione tipica degli autori marxisti e degli psicanalisti ortodossi, una soluzione molto comoda per archiviare il "caso Reich" con la coscienza a posto. A titolo di esempio citiamo Michel Cattier, La vita e l'opera di Wilhelm Reich, Milano, Feltrinelli, 1976: "Il suo fanatismo, il suo immenso orgoglio, e soprattutto la coerenza interna del suo sistema, fanno di Reich un paranoico talmente tipico che si potrebbe credere di aver a che fare con un caso tratto da un manuale di psichiatria… Quasi tutti i testi che Reich scrisse in USA sono pieni di penose rodomontate… Che Reich abbia potuto convincere dei profani, passi. Ma nella lista dei collaboratori alla sua rivista si trovano i nomi di parecchi medici e dottori in scienze. Ora, le teorie sull'orgone sono altrettanto strampalate dell'ipotesi che la terra sia un cubo cavo, con il sole e le stelle all'interno… Reich vedeva orgone dappertutto: nel cielo, nelle nuvole, negli oceani, nelle uova di rane, ecc. Fotografò delle aurore boreali e affermò che la forma delle nebulose a spirale indicava che si trattava di due correnti orgoniche accoppiate e in preda a un orgasmo cosmico. Bisogna riconoscere che la cosa non era priva di poesia…", pag. 187-188. (16) De Marchi, cit., pag. 103.

Tratto dal libro: Walter Catalano, Applausi per mano sola, Clinamen 2001

venerdì 8 ottobre 2010

Organizzazione ?


Le organizzazioni spesso nascono per le persone ma poi prendono il sopravvento come soggetti complessi a spese proprio delle persone di cui dovrebbero essere al servizio.
Questo difetto sostanziale non si può correggere se non c'è un rovesciamento di prospettiva in cui gli individui ri-scelgono continuamente a cosa vogliono e possono partecipare e/o aderire
La fine di ogni delega vuol dire questo e però dovrebbe anche significare la fine di ogni copyright
Ogni valore separato, ogni accumulazione, ogni capitalizzazione del passato diventa un peso del passato sul presente e sul futuro, chi arriva per ultimo non vale più come chi arriva primo
Problema questo che pone in ogni epoca anche questioni di tipo generazionale.
Non è facile vivere come soggetti di un mondo naturale e artificiale destinato a sopravvivere a ciascuno dei "mortali".
Questa prerogativa dei viventi, di essere appunto mortali, li distingue dalle loro stesse opere che durano nel tempo ben più di loro e costruiscono la durevolezza della cultura e dell'arte capace di oltrepassare i destini degli individui singoli fino a diventare un "linguaggio" condiviso e una ricchezza dal genere umano come soggetto storico.
La biografia, l'esperienza individuale diventa chiave essenziale per testimoniare e per agire nella propria epoca ma necessita di una trasposizione culturale e letteraria per arrivare ai posteri attraverso la comunità umana che, se non ha consapevolezza di sé, nemmeno esiste se non come specie, come bios lanciato nella circolarità della natura e dunque interessante come una colonia di cozze.
La colonia di cozze funziona e si riproduce forse indefinitamente, ma poco si occupa del senso che dà alla propria esperienza.
Il difetto di noi umani sta proprio nella nostra massima valenza, quella di pensarci e addirittura di essere un prodotto culturale fin dalla prima infanzia, nessuno è autonomo dal primo vagito e necessariamente riceve un nutrimento culturale necessario quanto quello alimentare per sopravvivere.
Questa ambiguità, essere soggetto storico e contemporaneamente individuo della specie, fa apparire come facoltative la consapevolezza e la cultura, cerca di riportare "alla radice" le questioni con una volontà di semplificazione che si fa addirittura pericolosa quando insidia le soggettività dei singoli.
La massa, con una forza inerziale, si pone contro l'individuo storico e, se il presupposto è che la storia è finita, contro qualsiasi individuo pensante che possa mettere in discussione ciò che già esiste a favore di ciò che ancora non è.
Il contributo degli individui cessa di essere desiderabile e si proviene ad un sistema di pensiero unico, meglio sarebbe dire di non-pensiero.
La vita pubblica si fa via via solo amministrazione e di conseguenza potere e corruzione
Le cozze si adeguano, gli individui liberi e pensanti possono rivolgersi alla vita contemplativa, amen

domenica 3 ottobre 2010

Valcamonica






Buona giornata a tutti voi lettori occasionali e non del Sito 5 Stelle, volevo segnalarvi un’iniziativa che si svolgerà in quel di Capo di Ponte (BS Valle Camonica) il 4.10.2010 alle ore 20.30 presso la Biblioteca comunale (via San Martino).
L’iniziativa nasce dal comune sentire e da incontri di persone nella realtà virtuale e nella realtà concreta del nostro quotidiano. Cittadini che hanno deciso innanzitutto di informarsi per capire. Ognuno di noi nutre aspettative a volte comuni, a volte diverse nei confronti del MoVimento 5 Stelle.
Siamo curiosi ed interessati a cambiare le sorti del nostro destino …. con piccoli gesti.
Siamo persone che non fanno politica, ma sono interessate alla politica nel senso più nobile di questo termine.
Chissà quante volte in questi ultimi tempi abbiamo pensato che l’ambiente dove viviamo, il paese o la città potevano essere cambiati anche da noi o forse avviliti dagli eventi abbiamo pensato, che tanto non valeva la pena sforzarsi, perché nulla cambia… un po’ come in quella bellissima canzone di Battiato “Povera Patria” dove il dilemma tra
“no,…non cambierà”, “si…, che cambierà”
ci lascia sorpresi e appesi al filo delle sue tonalità.

Così tra “un link ed un click”, tra una parola reale ed uno scritto virtuale si è trovata la disponibilità di alcune persone del MoVimento 5 Stelle, che si erano candidate nelle regionali lombarde ad incontrare altre persone sul territorio camuno… per discutere, partecipare, parlare di Acqua, Salute, Connettività, Mobilità, Sviluppo.

Una bellissima poesia di Danilo Dolci termina
“C’è pure chi educa, senza nascondere l’assurdo
ch’è nel mondo
aperto ad ogni sviluppo
ma cercando d’esser franco all’altro come a sé,
sognando gli altri come ora non sono:
ciascuno cresce solo se sognato”.
A noi piacerebbe vivere e far crescere i nostri figli in un mondo sognato da noi.

Vi invitiamo a partecipare all’incontro, tutti sono i benvenuti!

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