venerdì 6 gennaio 2012

tempesta in un bicchiere ideologico per le dichiarazioni di Grillo su Equitalia,



ATTENZIONE, TESTO SOVVERSIVO SE NON PEGGIO!


Inviato al Fatto in seguito alla tempesta in un bicchiere ideologico per le dichiarazioni di Grillo su Equitalia, questo commento è stato segnalato al moderatore e messo in una sorta di quarantena censoria.

 
Fatevene un’idea:

Credo sia importante resistere ai soprusi e all'alienazione senza cadere nella trappola nichilista di una violenza cieca. E' evidente strategicamente che il toro che esplode la sua rabbia nell'arena contro un anonimo torero non ha nessuna chance di abolire la corrida. Certo, se un qualunque torero si fa incornare non contate su di me per piangere, ma l'azione politica comincia rifiutando nel quotidiano, a tutti i livelli, il manicheismo becero che impone di essere guerrieri o martiri, vittime o persecutori che o fanno violenza o la subiscono.
Poi, come sempre, intorno alle miserie e alla tragedia di una società assurda e disumana va in scena lo spettacolo e, dagli anni di piombo agli anni di merda, il burocrate tardivo Bersani manipola sapendo di manipolare quando confonde vigliaccamente nel discorso di Grillo il verbo capire con il verbo giustificare per lanciare il suo spot politicamente corretto. Chissa che qualche mandria di servitori volontari sfuggita ai lazo del capitalismo selvaggio delle destre, non decida di seguire i cowboys del capitalisno pseudoetico di sinistra.
Nel frattempo il giornalista di servizio sbatte il mostro in prima pagina e aggiunge il suo piccolo commento ruffiano con una mezza frase in cui denuncia le "esternazioni di Beppe Grillo". Con il quale viene voglia di essere solidali perché è trattato dalle varie caste come uno di noi, come uno che non conta niente per il potere. L'ordine è di ignorarlo e se non si può, sono soprattutto dei pregiudizi grossolani che si oppongono alle sue riflessioni.
Sono proprio tutti 'sti zombi veltrusconserrachiani, abituati a seguire un capo carismatico fin nell'abisso (da Stalin a Scilipoti, secondo le epoche che variano la gamma dall'apocalittico al ridicolo) a vedere Grillo come un guru virtuale.
Il giorno in cui egli si manifestasse davvero come un capo non sarebbe difficile per degli individui liberi, abbandonarlo in mezzo alla nutrita schiera che si accalca per raggiungere la pattumiera della storia. Per ora, nel misero contesto italiano quel che dice Grillo ha spesso un po' di senso in mezzo a esternazioni di tutti i generi. Quelli che oggi lo odiano, abituati a correre in soccorso del vincitore, domani potrebbero adorarlo se solo un qualche interesse li spingesse a farlo.
Il problema italiano, nel bene e nel male, non è Grillo, ma l'imbecillità diffusa al cui confronto effettivamente le sue deduzioni, zeppe di un buon senso fin troppo osannato nei blog per il mio gusto, possono farlo apparire come un uomo politico di nerbo di gran lunga più pertinente dei questuanti di una sinistra miserabile e subalterna o di chi - in un delirio di onni-impotenza senile- si è autoproclamato il miglior statista italiano degli ultimi 150 anni.

Non che ci voglia molto.



Sergio Ghirardi

O IL MIELE O GLI OGM






Per cominciare l’anno come l’abbiamo finito, vi traduco dalla rivista francese on line “Le Lot en action” una notiziola da non sottovalutare.
Sergio Ghirardi

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In seguito al giudizio del 5 settembre 2011 della Corte di giustizia dell’Unione Europea, il polline e il miele che contengano del polline di mais MON 810 non possono più essere messi in commercio poiché Monsanto non ne ha richiesto l’autorizzazione al consumo.

Gli apicultori i cui prodotti sono sospettati di essere contaminati dal polline dell’OGM di MONSANTO non possono poù vendere le loro raccolte.

Questa decisione riguarda già direttamente gli apicultori spagnoli ma Monsanto non ha manifestato alcuna intenzione di riparare i danni né di annullare la vendita dei suoi semi geneticamente modificati.

venerdì 30 dicembre 2011

Movimento 5 stelle, un anno di successi. Ma il 2012 rischia di essere un salto nel buio


 

L'eventuale candidatura in Parlamento non entusiasma tutti. Anzi. C'è chi dice apertamente che sarebbe il caso di non farlo. E poi c'è da chiarire il ruolo di Grillo. Insomma, da gennaio potrebbe presentarsi un bivio. Cruciale.




 Commento di Sergio Ghirardi

Io con il parlamentarismo c'entro poco, ma ho persino preso le parti del M5S e di Grillo di fronte ai pregiudizi degli integralisti della normalità pseudodemocratica dominante.
Non esiste, però, il vaccino contro la corruzione e ancor meno quello contro la stupidità. Per questo ogni partecipazione alla democrazia rappresentativa è un salto nel buio e un rischio di autoinquinamento.
La democrazia insorgente, come la chiama Abensour o la democrazia selvaggia di cui parla Lefort sono una rottura di paradigma con tutte le forme di governo che l'hanno preceduta. Non c'è continuità possibile.
La democrazia diretta ha comunque una storia teorica assai poco nota e molto fanrasticata nel bene o nel male.
La Comune di Parigi, gli spartakisti a Berlino, la machnovcina ucraina e le comunità spagnole e catalane del 36/38 sono esempi ampiamente rimossi ed esorcizzati. Gli esperimenti radicali della democrazia diretta sono sempre stati soffocati nel sangue dall'alleanza di conformismo beato e fascismo beota con l'aiuto determinante di una socialdemocrazia e di un bolscevismo che fanno parte del sistema di economia politica con cui il capitalismo domina il mondo da secoli. Fascismi neri, rossi e bruni hanno fatto da pittbull al trionfo della democrazia spettacolare della società dei consumi. Dall'unione pseudosovietica alla Russia mafiosa e dal maoismo al capitalismo comunista di Pekino, la società dello spettacolo concentrato e burocratico si è fusa con la società dello spettacolo diffuso del liberalismo occidentale.
Lo spettacolo integrato di un capitalismo totalitario liberal-stalinista vede ormai a braccetto Usa e Cina, con l'Europa da supermercato a cercare di garantirsi un posto al sole nell'orgia planetaria di un produttivismo asfittico.
Eppure, lo slancio rivoluzionario di una democrazia diretta contro lo Stato globale e gli Stati canaglia (tautologia) che invadono tutti i continenti, sta nascendo. IL M5S è solo una lucciola italiana di un brillio planetario ancora confuso. Ovunque, in contesti diversi, si tratta di rioccupare il mondo che l'appropriazione privativa del capitalismo sta distruggendo.
I Tunisini che si liberano di Alì e si consegnano ai quaranta Muezzin fanno pensare all'Italia che si libera del fascismo per consegnarsi al Vaticano e alla democraxia cristiana. Speriamo che in nord africa non arrivino all'umiliazione grottesca di un Berlusconi akbar.
I tempi dell'emancipazione sono lunghi, forse più delle nostre vite. Eppure le lucciole di quell'opera d'arte incompiuta che è l'essere umano continuano a brillare nel più cupo della notte con la loro poesia. Se si alleano con la natura, anziché cercare di dominarla senza successo possibile, magari gli umani possono ancora farcela a far vedere ben più di cinque stelle alla barbara società dello sfruttamento, dell'alienazione e della lotta fratricida.

Belen ha scritto : Cortesemente se puoi tradurre…
Risposta di Sergio Ghirardi

Potrei ma non voglio. Non ho mai amato fare il professore e se sei tanto assente a te stessa(o) da non capire appena si usa qualche concetto inusitato nelle pubblicità dei detersivi, solo tu puoi decidere di fare uno sforzo. Altrimenti lascia perdere. Omo lava sempre più bianco e tra l'altro io non voglio convincere nessuno. Voglio solo parlare con chi è in grado di capire e magari di criticare. Un'agorà, per quanto virtuale, è già una palestra di democrazia diretta, bellezza! Altrimenti è solo il consumo di un'assenza.
Questa non l'hai capita, confessa...
 

I grattacieli o le grotte?





Ridurre gli sprechi, coibentare degli edifici per ridurne le dispersioni termiche e l’installazione di impianti energetici a fonti rinnovabili fanno crescere il Pil inizialmente, ma in seguito i risparmi lo fanno decrescere. La decrescita selettiva del Pil, riduce gli sprechi e l’impronta ecologica, migliora il benessere e la qualità della vita, crea occupazione utile. Solo la decrescita selettiva del Pil può risolvere sia la crisi economica che quella ambientale, senza far crescere il debito pubblico né deprimere le attività produttive.
Se si ragionasse in termini qualitativi anziché quantitativi, si capirebbe che il bisogno insoddisfatto nel settore dell’edilizia, ad esempio, è la riduzione delle dispersioni energetiche degli edifici esistenti: mediamente in Italia per il riscaldamento si consuma il triplo delle peggiori case tedesche. Di quanto lavoro ci sarebbe bisogno per ristrutturare energeticamente il nostro patrimonio edilizio e soddisfare con fonti rinnovabili il fabbisogno residuo? La riduzione del Pil che ne deriverebbe offrirebbe i vantaggi economici, occupazionali e ambientali non altrimenti ottenibili.
Per potersi salvare occorre sganciarsi dal sistema economico e produttivo fondato sulla crescita della produzione di merci, organizzando reti di economia, di produzione e di socialità alternative, in grado di funzionare autonomamente e di rispondere ai bisogni fondamentali della vita con le risorse dei territori.
Si annuncia un periodo di transizione inevitabilmente drammatico. Sui patrimoni dei saperi e del saper fare accumulati e implementati nel corso delle generazioni, sulla capacità di trasformare con rispetto, efficienza e intelligenza le risorse della natura, sulla capacità di costruire rapporti improntati al rispetto reciproco, è possibile riavviare una nuova fase della storia umana.
Perché la portata della crisi in atto è storica e non congiunturale. È la crisi di un modello economico che non ha più futuro, che non può essere riorganizzato e migliorato, ma deve essere sostituito.


 
Commento di Sergio Ghirardi:

Effettivamente per chi provi a riflettere sulla questione sociale contemporanea senza i paraocchi ideologici del condizionamento e di un'ignoranza coltivata ad arte, non c'è dubbio sull'evidenza che in un mondo finito una crescita infinita è un non senso. Un altro modello di società (di cui la decrescita è un punto sensibile e un'inversione di tendenza fondamentale, non il progetto stesso) è possibile.
L'ipotesi è studiata, sperimentata e in rapida espansione in molte micro comunità del pianeta, pur se resta ampiamente minoritaria. L'ultima spiaggia è una decrescita scelta e quindi modulata al godimento della vita prima che una decrescita capitalistica si imponga tragicamente ben oltre la crisi che stanno già facendo pagare a chi non l'ha prodotta. La cosiddetta crisi è una decrescita tragica imposta anziché una decrescita gioiosa e voluta.
Chi vivrà vedrà se ci si sveglierà a tempo, ma sono sempre più portato a credere che il peggiore ostacolo all'emancipazione non siano i potenti che sostengono opportunisticamente il vecchio modello produttivista spremendone ancora dei privilegi macabri, seduti in prima classe sul treno che sta andando contro il muro. Il motore imballato del sistema sono le masse di impotenti che lo subiscono e lo sostengono per ottusità, abitudine e servilismo. I blog danno la misura del fenomeno. Avere opinioni diverse è una ricchezza oltre che un diritto, ma confondere le idee con i pregiudizi, far passare credenze irrazionali e pettegolezzi pseudo colti per verità certificate è un comportamento diffuso tanto patologico che normale. Una vera e propria banalità del male di vivere.
Da tempo la vera questione non è più : "Perché ci sono delle persone che si rivoltano o che sono pronte a farlo?" ma piuttosto: "Come mai così tanti individui non si rivoltano ancora e subiscono quel che impedisce loro di vivere?".
La risposta è teoricamante data (vedi, p. es., La personalità autoritaria di Adorno, La psicologia di massa del fascismo di Reich e altre generose analisi dell'intelligenza sensibile. La pratica, invece, cerca ancora il soggetto storico capace della coesione solidale e della poesia vitale necessaria all'emancipazione dell'essere umano dalla trappola in cui si è messo da solo.

Jtheripper in risposta a Sergio Ghirardi

"decrescita scelta e quindi modulata al godimento della vita"

Ma dico, hai idea di quanti siano, quanto siano complessi e che sforzo richiedano tutti i processi di ingegnerizzazione che stanno dietro a TUTTI gli aspetti che rendono le nostre esistenze decisamente piu' accettabili di quelle che avremmo avuto a inizio 900. NOn sto parlando di stronzate, sto parlando di medicine, di acqua potabile, riscaldamento e altre amenita' che ci permettono di arrivare a campare piu' di 50 anni di media senza necessita' di lavorare 12/14 ore al giorno nei campi mangiando solo polenta e formaggio.
Lo sai cosa farete quando sarete decresciuti in modo selettivo per far tendere la vostra anima pura al canto sublime della poesia liberi dal capitalismo cattivo? Raccoglierete cavoli in campi in cui prenderete il tifo, e ooops. le medicine i contadini/poeti/filosofi che popoleranno le vostre meravigliose comunita' non le producono. E sai perche'? perche' saranno tutti contadini/poeti che vivranno fino a 40 anni dopo vite orribili e insalubri 100 volte la nostra.
Che ci siano realta' oggettive dei fatti che impongono studio, rigore e applicazione non vi viene in mente... Che siano necessarie qualcosa di piu' che una laurea al DAMS per comprendere i meccanismi che regolano il mondo non esiste, e' e sara' sempre colpa della trilaterale, dei banchieri e delle multinazionali...
Fai un piacere va, applicati e prendi per la prima volta in mano nella tua vita un qualcosa che abbia un riscontro nelle evidenze dei fatti, un grafico ad esempio, e presentami una sola statistica che mi mostri che la descrescita sulla quale vi masturbate assieme a la touche non sia solo una nostalgia per epoche in cui non avete vissuto. Portami una sola prova che quello che sostieni non sia in realta' una prospettiva terribile di sottosviluppo e fame, dalla quale ti ricordo, sono solo pochi decenni che siamo liberi (e lo siamo sempre di piu' nel mondo, nonostante a voi tutto questo non piaccia).
Comunque si, io sono quello poco informato e conformista, non dare troppo peso alla realta' dei fatti...
 

Sergio Ghirardi in riferimento alla risposta:

Non rispondo a un discorso i cui incubi si mettono da soli in evidenza. Aggiungo invece due parole per chi potrebbe essere indotto alla servitù volontaria da un tale delirio di progressismo oscurantista.
Lo schema dei coatti della normalità e del pecorismo è sempre lo stesso: descrizione apocalittica di ogni ipotesi di cambiamento, invenzione dal nulla dell'antagonista mai visto né conosciuto come lo si deve immaginare per corroborare il proprio delirio di normalità. Per questi caporali della vita quotidiana pensare deve solo e sempre servire a rassicurare il conformismo impotente. E' il meccanismo intrinseco di ogni razzismno culturale e non : invenzione dell'altro come diavolo perché la propria vita è assente e nessun paradiso è in vista. Per nascondersi dietro alla scienza ridotta a religione i cliché piovono dalle nuvole dense dell'idiozia. Poesia si riduce allora pateticamente a contemplazione e la critica di un industrialismo mafioso non può essere che il frutto di contadini incolti ma con una laurea al DAMS. O i grattacieli o le grotte, o il nucleare o la candela, eppure il Giappone ci sta mostrando che la scienza al servizio del business è una decrescita tragica che porta dal nucleare alla candela. E' vero che con "scienziati" così beceri viene voglia di essere ignoranti, ma poieo in greco vuol dire FARE e senza i contadini ci si potrebbe nutrire solo di pillole come nei film di fantascienza o di derrate adulterate come si sta già facendo.
Non per questo, però, decrescere significa tornare al medioevo. Ho discusso qualche volta con Latouche e non sono d'accordo con la totalità del suo discorso, ma invece di citarlo a vanvera sarebbe più utile leggerlo e fargli delle critiche.
Immaginare l'orribile come ineluttabile serve solo a subire l'insopportabile. Donne e uomini liberi hanno reinventato il mondo in tutte le epoche e questa è un'epoca speciale dove il peggio e il meglio si sfiorano senza toccarsi come la vita e la morte.
Io critico il rischio che la decrescita possa ridursi a una nuova morale, ma insisto su un punto oggettivo e mi interessano tutti i pareri che non ignorino questa evidenza: in un mondo finito una crescita infinita è un non senso giustificabile solo da uomini a una dimensione, resi folli dall'economicismo. Che i fanatici di ogni ideologia continuino pure a delirare purché la volontà di vivere da uomini liberi e non di sopravvivere da schiavi salariati continui a sperimentare nel quotidiano gli albori di una nuova civiltà.
La vita è ancora troppo breve per i miei gusti, ma avrei preferito comunque vivere quarant’anni da umano che ottanta da bestia.