sabato 21 aprile 2012

Ah sì?


Il maestro di Zen Hakuin era decantato dai vicini per la purezza della sua vita.
Accanto a lui abitava una bella ragazza giapponese, i cui genitori avevano un negozio di alimentari. 
Un giorno, come un fulmine a ciel sereno, i genitori scoprirono che era incinta.
La cosa mandò i genitori su tutte le furie. 
La ragazza non voleva confessare chi fosse l'uomo, ma quando non ne poté più di tutte quelle insistenze, finì col dire che era stato Hakuin.
I genitori furibondi andarono dal maestro. 
«Ah sì?» disse lui come tutta risposta.
Quando il bambino nacque, lo portarono da Hakuin. 
Ormai lui aveva perso la reputazione, cosa che lo lasciava indifferente, ma si occupò del bambino con grande sollecitudine. 
Si procurava dai vicini il latte e tutto quello che occorreva al piccolo.
Dopo un anno la ragazza madre non resistette più. 
Disse ai genitori la verità: 
il vero padre del bambino era un giovanotto che lavorava al mercato del pesce.
La madre e il padre della ragazza andarono subito da Hakuin a chiedergli perdono, a fargli tutte le loro scuse e a riprendersi il bambino.
Hakuin non fece obiezioni. 

Nel cedere il bambino, tutto quel che disse fu: «Ah sì?».

*****

Questa è una delle storie più significative e belle che abbia mai letto 



 grazie a http://www.101storiezen.com/3-ah-si.html

venerdì 20 aprile 2012

QUALCHE BANALITÀ DI BASE NEL CALDERONE MALSANO DELLA POLITICA E DELLO SPETTACOLO






I politici di regime si sono scatenati in una campagna mediatica contro il Movimento 5 Stelle, attaccando pesantemente Beppe Grillo, che ne fu l’ideatore.
Innanzitutto, sbagliano ad attaccare Grillo come se fosse il Movimento. Il Movimento oramai vive di vita propria. Se Grillo morisse domani (e non glielo auguro), il Movimento camminerebbe comunque con le proprie gambe. Certo, i suoi comizi fanno ancora presa, ha indubbiamente una verve comunicativa notevole, ma poi nei consigli comunali e regionali, ci sono altre persone che operano, e lui come candidato, coerentemente, non si presenterà mai.
Secondariamente, con il loro atteggiamento violento e denigratorio, dimostrano di patire moltissimo il Movimento, dimostrano di averne una paura boia. Ed hanno ragione ad averne paura.
La frase che più mi colpisce pronunciata da questi politici – che si distinguono solo dal fatto che uno ha l’orecchino, un altro i baffetti, un altro ancora parla con accento emiliano – è che Grillo (e anche qui lo confondono col Movimento) sarebbe l’antipolitica. Frase da incorniciare. È probabile che questa gente non sappia cosa significa politica. Del resto, io conosco un eminente politico di un grande partito italiano che a scuola gli passavano i compiti… La parola deriva da politikòs, che a sua volta deriva da pòlis, città, in greco. In pratica, il politico amministra la città per il bene di tutti coloro che la abitano.
Alzi la mano di voi lettori chi crede che quelli che ci governano a diversi livelli lo facciano per amministrare l’Italia per il bene degli italiani!
Personalmente, io mi occupo di ambiente e ho vissuto in Liguria trent’anni o giù di lì. Una classe politica minimamente avveduta avrebbe preservato quella che era la Liguria del dopoguerra, puntando decisamente sulla tutela del territorio e il turismo. Sicuramente era uno degli angoli più belli del Mediterraneo. Invece si puntò su cemento e industria (la zona intorno a Vado Ligure, grazie all’industria, si segnalò per il deciso aumento di tumori alle vie aeree). Guardate cos’è diventata la Liguria oggi, oggi che ha perso, dopo il boom edilizio degli anni sessanta, ancora il 50% del territorio libero dal 1990 al 2005. Guardate quegli alveari, guardate i corsi d’acqua intubati o comunque cementificati, guardate le spiagge che non ricevono più materiale litoide, guardate i porti turistici, con i loro alloggi vista barca. Il risultato è che oggi la Liguria ha perso buona parte della sua ricchezza e ha perso pure le industrie. Questo sarebbe il buon governo, evidentemente, per i nostri politici, sarebbe la Politica, con la P maiuscola…
Se andate a spulciare i programmi del Movimento 5 Stelle troverete che riguardo al governo del territorio si afferma lo stop a nuova edilizia che non sia di riqualificazione dell’esistente, e tante altre idee interessanti, che, se attuate, sicuramente migliorerebbero la vita dei cittadini. Non sono d’accordo su alcune scelte, come quella di principio dello sviluppo sostenibile, ma se governassero loro e se governassero, certo, come da programma, l’Italia ci guadagnerebbe.
E poi devo dire: io vedo come operano a livello locale gli eletti dei 5 Stelle, conosco i consiglieri regionali: sono corretti, sono coerenti, sono collaborativi, sono preparati. Sarebbe questa l’antipolitica? Sapete cosa vi dico politici dei miei stivali, fatevi un esame di coscienza prima di dire min… In una sola cosa siete nel giusto e l’ho anticipato: nell’avere paura del nuovo che avanza.

Commento di Sergio Ghirardi:

Condivido la sua analisi nell'essenziale quando rimette al loro posto la politica e l'antipolitica, ma il problema di fondo mi sembra psicologico e culturale e i vari commenti che svolazzano come avvoltoi ne sono una prova esemplare.
La cultura consumistica applicata alla politica fa sì che masse di spettatori della loro vita assente si chiedano tremebondi o eccitati se provare Grillo come nuovo detersivo visto che i vecchi erano tossici e nascondevano visibilmente una truffa.
La politica significa occuparsi dell'organizzazione della società in cui si vive. Se si delega a priori, si resterà comunque degli esclusi, ma queste masse di votanti senza idee si preoccupano di Grillo come capo che neppure intende farsi eleggere, anziché decidersi semmai a dare il volto che preferiscono al M5S. Non vogliono fare politica, vogliono cambiare programma televisivo restando seduti in poltrona col telecomando o il mause in mano.
Il problema è che la maggior parte della gente non concepisce la vita se non da proletari depressi, individui, cioè che non hanno da vendere che la propria forza lavoro (e fin qui siamo di fronte a un dato di fatto oggettivo dei resti di una società divisa in classi). Il grave, però, è che sono educati a restarlo passivamente e troppo spesso non concepiscono altro atteggiamento se non quello del questuante che accetta il suo ruolo come un animale domestico, a quattro zampe, il cappello in mano e magari con un diploma tra i denti, mentre i delegati da loro eletti i diplomi se li comprano, eventualmente, con i soldi estorti ai cittadini elettori e un’attività redditizia la trovano su raccomandazione.
Per questi professionisti della sacralità del lavoro la politica è in realtà il loro antilavoro con pensione garantita e emolumenti vari ed è proprio per difendere questo prezioso privilegio che proiettano demenzialmente su Grillo l'ombra dell'antipolitica.
Nella schiavitù capitalistica tutti gli sfruttatori sono indecenti ma il problema sono gli schiavi che accettano di esserlo e che si credono liberi continuando a scegliersi i propri torturatori.
Fin dalla Grecia di Pericle questo tipo di governo ha un nome: oclocrazia.
Lo psicodramma pro o contro Grillo è un'ultima oscena manipolazione dei mestieranti della politica per salvare il loro bengodi in perdizione. Grillo non conta niente, al massimo uno come tutti. Se poi Grillo diventasse veramente quel che suppongono i processi alle intenzioni dei tremebondi cultori di una democrazia rappresentativa inesistente, l'attuale vivace testimonial del M5S si squalificherebbe da solo e sparirebbe nel gorgo dell'antipolitica che dirige l'Italia da decenni, aggiungendosi (uno di più, uno di meno che cosa cambierebbe?) ai tanti guitti e truffatori da strapazzo, parlamentari e portaborse di destra, centro o sinistra contro i quali giustamente adesso Grillo e una massa crescente di cittadini esasperati e vilipesi sputa.
La vera novità - anch'essa tutta da verificare, beninteso - non è dunque il testimonial Grillo, ricco, povero, sincero, falso, comico, politico o quel che sia. La novità è il M5S che, con o senza Grillo, potrebbe trasformarsi da sintomo del malessere e desiderio autentico di politica, in una miccia storica per l'instaurazione di una democrazia diretta in sospeso da mezzo secolo come superamento del capitalismo in decomposizione, non solo in Italia ma in tutta la società occidentale e persino oltre.
In molte società particolari (Egitto, Siria, Tunisia, Spagna, Francia, Grecia… e l'Italia quando, se non ora?) stanno montando i segni dell'insofferenza e della speranza e gli insorti decisi a occupare finalmente le loro vite per viverle si trovano di fronte tutti i recuperatori, i reazionari e gli oscurantisti del vecchio mondo, mescolati alla rinfusa nella difesa dei loro miserabili privilegi e delle loro dementi ideologie: liberali, fascisti, democristiani, burocrati postsovietici, preti, militari, islamisti e altri fanatici dell'apocalisse produttivistica planetaria. Tra lobby, mafie e sette religioso-politiche non c'è più posto per l'umano in questo mondo in putrefazione e per questo, fisiologicamente, l'umanità è ormai destinata a riapparire e a ricostruire un suo spazio vitale oltre la civiltà che crolla.
Siamo diretti verso un cambio di civiltà unico nella storia del quale la politica dovra dare il segno, volente o nolente. Meglio prima che poi, perché l'economia politica totalitaria sta distruggendo gli esseri umani e la vita sul pianeta.
Il M5S è un sintomo che non garantisce niente ma è l'innesco italiano di una mutazione genetica della politica. La democrazia rappresentativa è finita, è il passato moribondo di un capitalismo in decomposizione. La democrazia diretta, se vincerà non avrà né capi né guru. Il cambiamento dipende da una rivoluzione democratica che dia tutto il potere ai consigli di autogestione generalizzata della vita quotidiana.
La vera democrazia non è compatibile con lo Stato. Dovunque si tratta di agire nel locale e di pensare planetario. Questo processo sta innescandosi in tutti i paesi democratici, oclocraticamente gestiti oggi da Stati canaglia.
La democrazia reale è vita quotidiana + internazionalismo. Culturalmente non siamo ancora pronti ma se quest'affermazione è per ora ancora utopica e i più addomesticati la considerano addirittura delirante, è destinata a mostrarsi come la sola alternativa al crollo dell’economia produttivistica e alla catastrofe sociale che avanza.

giovedì 19 aprile 2012

DA HIROSHIMA A FUKUSHIMA E PIÙ SE AFFINITÀ



Hai voglia di due referendum, l’ultimo dei quali con risultati bulgari. Fatto il silenzio radio mediatico su Fukushima che continua a sprofondare in un silenzio assordante, i ratti pronucleari ricominciano a rodere in attesa di una riproposizione del business nucleare che temo non mancherà se l’Italia non si libera della mafia politica che la vampirizza.
Vi ho già tradotto di recente un articolo francese (la Francia è nel cuore del disastro nucleare planetario) sulle tecniche di manipolazione che la lobby nucleare usa per fare breccia nei cittadini “idiotes” prodotti dallo spettacolo. Ieri un articolo sul Fatto del famigerato Aparo “Il nuclearecattivo di cui nessuno si occupa” riapre subdolamente la fogna pronuclearista non con un peana pronucleare civile attualmente impraticabile in Italia ma preoccupandosi con coccodrillesche lacrime per il nucleare militare, quasi a dire che chi lotta contro le centrali è poi indirettamente un fautore della bomba atomica. Si potrebbe archiviare come un delirio, ma ho preferito commentare l’articolo (che vi risparmio per decenza ma che potete sempre consultare sul blog del Fatto)
sintetizzando l’essenziale delle ragioni di una lotta senza quartiere acontro tutto il nucleare senza distinzioni:
·  Il nucleare non è cattivo. E' un'energia sommamente pericolosa, mortale, costosissima e per niente necessaria. .È una follia produttivistica di una civiltà alienata che produce solo il 2/3 % dell'energia planetaria tramite l’energia nucleare. La quale, però, è in grado di fare del pianeta quello che ha già fatto di Chernobyl e di mezzo Giappone: un lazzaretto.
I morti globalmente stimati del nucleare sono 65 milioni ! Dieci olocausti in nome del progresso democratico delle insegne luminose che illuminano la terra e la merce che vi circola.
La forza starategica del crimine nucleare è che non ci sono le camere a gas per denunciare i colpevoli di un crimine contro l'umanità degno di Mengele e compagnia brutta.
Da Hiroshima a Fukushima gli effetti sono gli stessi ma i contesti diversi.
La macchina militare fedele a se stessa e al suo desiderio di distruzione dell'avversario usa il nucleare dalla fine della seconda guerra mondiale e fin da allora un forte movimento antinucleare si è sempre opposto a questa follia assassina. Consultare in proposito OBSOLESCENZA DELL'UOMO, di Anders e alcuni scritti dell'Internazionale situazionista che mostrano la follia nucleare militare e le patetiche, mostruose parate dei rifugi antiatomici conseguenti a un'eventuale guerra nucleare. Siamo negli anni cinquanta!
Il nucleare civile è esploso invece a partire dalla prima crisi petrolifera. La Francia primo paese nuclearizzato al mondo è passata al nucleare civile nei primi anni settanta sotto Pompidou. In tre ore, mentre il presidente era alle prese con la fase terminale di una malattia tumorale, il ministro in funzione dell'energia ha deciso di punto in bianco, con un colpo di telefono (una recente intervista dell'allora direttore di EDF - se non sbaglio - racconta quel che sto dicendo), i protocolli per sei centrali nucleari. Trentacinque anni dopo, quasi l'ottanta per cento dell'elettricità transalpina deriva da 59 reattori sperpagliati sul territorio in decine di centrali. Nessun francese vive a più di 180 Km da una centrale (e gli italiani del nord neppure) mentre intorno alle centrali è stato provato un tasso delle leucemie (particolarmente infantili) superiore del 10% alla media, mentre centinaia di incidenti secondari più o meno gravi sono venuti alla luce solo a tempo scaduto nel totale disprezzo delle popolazioni.
Il plutonio non esiste in natura, è una conseguenza della fissione. Il nucleare non ha nessuna comune misura con gli altri inquinamenti che sono dell'ordine del tempo STORICO.
Tutti gli inquinamenti di una società schiava del totalitarismo economico sono da combattere ma Il nucleare inquina a livello GEOLOGICO per centinaia di migliaia di anni. Le scorie dureranno più dei contenitori in cui sono inserite senza saper dove metterle.
La storia dell'uomo ha diecimila anni. Le scorie dureranno oltre la stessa memoria umana. Per la prima volta in nome del progresso abbiamo introdotto in natura dei problemi per delle generazioni metastoriche.
Vi basta questa urgenza per essere contro tutto il nucleare indistintamente o preferite temere di trovarvi con una candela in mano e senza Porta a Porta? Il Giappone è stato obbligato a chiudere il suo ciclo nucleare dopo Fukushima in qualche mese ma nessuno si è suicidato per questo e le candele non vanno a ruba. Molti invece si sono suicidati e ancor di più son quelli che moriranno a causa del progresso nuclearista.
Per fermare il nucleare militare ci vuole un potere di governo e una coscienza internazionalista che nessun popolo analfabetizzato dai suoi pseudointellettuali mercenari e dall'idiozia reddtizia del pensiero pubblicitario possiede.
Per fermare il nucleare civile potrebbe bastare, in una democrazia reale, la gretta volontà di non correre rischi che anche i più egoisti condividono. (Vedi referendum italiano). Il punto non è di scegliere tra buono e cattivo in un manicheismo stupido come quello che ipnotizza la civiltà occidentale (non che le altre siano molto meglio ma cominciamo le pulizie ideologiche dalla nostra spazzatura che per di più domina il mondo e vuole esportare democrazia magari con bombe all'uranio impoverito) ma di cominciare a fermare immediatamente il rischio massimo: quello dell’estinzione della specie.
Sergio Ghirardi

Mario Previtera in risposta a Sergio Ghirardi:
 Caro Ghirardi, se così posso esprimermi direi che le sue sono parole sante, ben meditate e documentate. Mi permetta, perché l'ho vissuta, di completare la sua storia del nucleare francese. Il sogno di questa nazione è stata alla fine degli anni cinquanta l'autonomia militare e per questo si è data da fare per crearsi una "Force de frappe". Negli anni sessanta, siccome, appunto, le centrali sono essenziali alla produzione di ordigni nucleari , la relativa lobby s'è data da fare per predisporre le condizioni che rendessero necessarie le prime. Si inventò, con la scusa dello smog che appestava le città, un'epoca che fu chiamata del "tout electrique". Via via la Francia, ma anche il vicino Belgio, prese a fare un  uso intensivo dell'elettricità per gli scopi più disparati tra cui, dispendiosissimo e folle vi era il riscaldamento delle abitazioni. Presto ovviamente si arrivò all'inevitabile, ma desiderata e progettata, apparentemente, sgradevole conseguenza di questa politica e cioè i "black out". Per rimediare ai quali .......

martedì 17 aprile 2012

Les conditions de la catastrophe nucléaire

Lundi 9 avril 2012
Ces deux reportages sont très intéressants à mettre en vis-vis.
 
L’un parle des conditions mises en place dans le « village nucléaire » japonais qui ont permis à la catastrophe de Fukushima de se produire. « Bien que la cause directe de l’accident était le tsunami, de façon plus significative, l’erreur a été les mesures de sécurité requise qui n’ont pas été prises », explique l’ex-premier ministre du Japon, Naoto Kan.
 
« Le mensonge de Fukushima », documentaire de Johannes Hano diffusé sur la chaîne allemande ZDF le 7 mars 2012, sous-titré en français par Kna.
 
 
 
L’autre parle des conditions actuelles du « village nucléaire » français. On y apprend que le ministre actuel de l’économie, François Baroin, fait pression pour « accélérer les efforts de redressement de la rentabilité » de l’électricité nucléaire, ce qui amoindrit mécaniquement la sécurité des centrales, car on oublie le facteur humain : 80 % des travailleurs du nucléaire sont aujourd’hui salariés d’entreprises de sous-traitance, et on ne leur donne plus aujourd’hui les moyens de travailler de manière efficace.
 
« Nucléaire, la bombe humaine », reportage d’Elsa Fayner diffusé sur France 5
le mardi 10 avril 2012 à 20h35
ou visible sur le net à l’adresse suivante jusqu’au 17 avril 2012
bombe-humaine.jpg

lunedì 16 aprile 2012

TUTTO IL POTERE AI CONSIGLI







Sbaglia chi definisce populista il Movimento 5 stelle fondato da Beppe Grillo. Certo, alcune sparate del comico genovese ricordano quelle di Umberto Bossi. I suoi toni e e le sue parole possono, legittimamente, non piacere.
Ma molti temi da lui proposti sono importanti, meritevoli di essere discussi o semplicemente condivisibili. E sopratutto dietro a Grillo esiste un popolo di militanti tra i quali non è poi così raro scorgere il meglio del Paese.
Chi ha partecipato agli incontri organizzati dai meetup sa che questi gruppi sono composti da cittadini informati solitamente ad alto tasso di scolarizzazione, impegnati nel sociale o in iniziative legate alle condizioni del territorio: inquinamento, energia, modelli di sviluppo, spesa pubblica nei comuni e nelle regioni.
Ovviamente, se davvero alle prossime amministrative il Movimento raccoglierà quel successo vaticinato dagli ultimi sondaggi, questo sarà dovuto anche al voto di protesta. Ma la cosa non basta per bollare i 5 Stelle come espressione dell’anti-politica, come fanno gli spaventati Pierluigi Bersani e Niki Vendola o, su quasi tutti i giornali, i grandi commentatori del secolo scorso.
Gli osservatori attenti e in buona fede, infatti, non possono negare che l’attività degli attivisti e dei rappresentanti dei cittadini fin qui eletti nei comuni e nelle regioni, dimostra proprio il contrario.
Le scelta di rinunciare ai finanziamenti pubblici, di mettere un tetto al numero di candidature consecutive, la presenza di programmi precisi, sono un fatto politico. Così come sono state politica, con la P maiuscola, le raccolte di firme per le leggi d’iniziativa popolare che il parlamento ha scandalosamente ignorato.
Solo negli anni a venire sapremo se il Movimento 5 stelle sarà parte (e quale parte) di quel grande cambiamento di cui ha bisogno il Paese. Che Grillo dica di non aspirare a nessuna carica pubblica è un buona cosa. Meno buono è invece il suo atteggiamento nei confronti di chi la pensa diversamente da lui o esercita il diritto di cronaca e di critica.
Ma al di là dei giudizi sulle singole iniziative e prese di posizione, resta un fatto. Il Movimento 5 stelle è vivo e vuole crescere. E questo oggi, in un mondo popolato da partiti e leader ormai (politicamente) morti, è già tanto.
Se poi sia abbastanza non dipenderà da Grillo. Ma dalla qualità, le capacità e la volontà, dei cittadini che corrono con lui.

Commento di Sergio Ghirardi:

La struttura dei partiti è una struttura di potere e di gestione di privilegi ormai anacronistica. Il M5S è il sintomo di una transizione difficile tra la vecchia politica e una democrazia consigliare che ha le radici nel passato e i fiori in un futuro che i mercenari della politica cercano di rendere impossibile nel presente.
Il M5S ha la sua ragion d'essere nella rottura con una politica corrotta ormai visibilmente fino alla mafiosità lobbistica.
Solo in questo senso buono il M5S è antipolitica. Il rischio semmai è che si faccia recuperare alla politica corrotta che lo circonda e che sicuramente tenterà e ha già tentato, fisiologicamente, di recuperarlo.
Se diventa un partito, il M5S è morto. Se veramente emergeranno dei despoti il movimento li eliminerà o smetterà di esistere. Senza essere naif, è inutile e sbagliato fare processi alle intenzioni: i fatti si mostreranno nella loro testardaggine e se il M5S si mostrasse come l'ennesimo partito di potere seguirebbe gli altri nella loro ineluttabile decadenza e disparizione.
La situazione è talmente marcia che solo i nostalgici masochisti della miseria presente possono essere ipercritici a priori di una proposta che nasce. Si tratta di renderla radicalmente migliore anziché ragliare impotenti in preda a quell'oclocrazia che ha distrutto il tessuto sociale dell'Italia e del mondo.
Certo bisognerà vedere che strada prende il M5S, ma questo dipende dall'attenzione critica dei cittadini e dalla loro capacità soggettiva di impadronirsi della politica come di un linguaggio sociale diffuso riguardante tutti in prima persona, senza leader né guru.
Basta con gli spettatori elettori a tele-comando!
C'è una vera rivoluzione sociale già in atto e che potrebbe anche essere essenzialmente pacifica, ma questo dipenderà dalla capacità di ognuno a esprimere la propria volontà di autogestione della vita quotidiana, rifiutando altrettanto di essere guerrieri, martiri o servitori volontari.
Si tratta di organizzare dal basso una società in cui tutto il potere vada al consigli di autogestione generalizzata della vita quotidiana. Purtroppo l'educazione politica delle popolazioni è stata tenuta volontariamente bassissima da chi voleva mentenerne la gestione redditizia e una vera e propria rivoluzione culturale è necessaria. FACCIAMOLA !.
Il M5S non garantisce il superamento di un vecchio mondo in decomposizione ma è il sintomo positivo di un'esigenza di mutazione radicale della gestione della società.
Si tratta di una tendenza imternazionale, così come planetario è ormai il processo di decomposizione di un capitalismo che raschia dovunque il fondo del barile dello sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo economizzato.
Mai ci siamo trovati così costretti a scegliere il meglio di una democrazia diretta ancora tutta da instaurare contro il peggio di un rapido disfacimento del sociale sotto i colpi del totalitarismo economicista che sta distruggendo l'ecosistema e la socialità del pianeta.
Questa è la crisi che comprende tutte le altre, compresa quella economica, ricatto con cui cercano di ipnotizzare la voglia crescente di rivolta dei sopravvissuti.
Siamo a un tornante della storia in cui tutto è possibile.

LA VALLE È DI CHI L’ABITA, LA TERRA DI CHI LA LAVORA !



 Dalla Val di Susa all’Andalusia il capitalismo di destra e di sinistra raschia i fondi del barile…
…fino a far riemergere il proletariato dal suo sonno storico?
(continua)

Buongiorno,
Abbiamo appena passato quatro giorni con i jornaleros, donne e uomini che occupano la Finca Somonte a Palma del Río. Quattro giorni intensi in cui si è lavorato con lena, discusso animatamente, scherzato parecchio, sognato un po’ e riso e riso ancora…
Quattro giorni con questa gente che rifiuta la fatalità dell’ingiustizia più stridente (delle fincas di migliaia di ettari utilizzate solo parzialmente dai proprietari per cacciare o passeggiare a cavallo e che apportano loro importanti sovvenzioni mentre centinaia di migliaia di andalusi sono senza lavoro) e oppone al disprezzo e alla brutalità di classe il suo coraggio a mani nude, l’entusiasmo, un savoir faire e una memoria storica che molti vorrebbero veder sparire…

Il governo autonomo « socialista » di Andalusia, « proprietario » della Finca Somonte ha deciso di chiedere l’espulsione dei jornaleros. Fatelo sapere in giro, informatevi e sosteneteli nella maniera che vi sembrerà più pertinente e possibile: carovane di sostegno, manifestazioni diverse, lettere alle «autorità» (il testo in spagnolo che segue può essere inviato in copie-incolla agli indirizzi elettronici indicati senza dimenticare l’indirizzo seguente degli occupanti: somontepalpueblo@gmail.com ).
La terra appartiene a chi la lavora !
Angèle, Benjamín, J.Pierre (Toulouse)



Date: Sun, 15 Apr 2012 00:08:59 +0200 Subject: URGENTE: Detengamos el Desalojo de SOMONTES!!
Compañeros, ha llegado la hora de la verdad y de las verdades. El juzgado de Posadas ha ordenado ayer 13 de abril por la tarde el desalojo de la Finca ocupada de Somontes, como medida cautelar solicitada por la Junta de Andalucía -PSOE-. Desde ahora en cualquier momento podrán aparecer los "justicieros" de la represión para volver a quitar la tierra a los jornaler*s y dársela a los especuladores. El Partido Socialista Obrero Español vuelve a mostrar su verdadera cara, ya que en lugar de aceptar la negociación propuesta por el SOC-SAT para la cesión de estas tierras públicas a cooperativas de trabajador*s en paro, ha optado por la represión pura y dura, y el consiguiente destrozo de todo lo construido en este mes y medio de trabajo colectivo: huerto, plantación de olivos, gallinero, animales, recuperación y labranza de una hectárea de terreno para la siembra de pimientos, arreglo y mejora de las instalaciones de riego, viviendas e instalaciones en general. Y con lo que quieren acabar es sobre todo con la lección de dignidad, rebeldía y vida que vienen ofreciendo a tod*s los parados, precarios y trabajadores andaluces, est*s veinte campesin*s ocupantes, junto a los cientos de personas que han apoyado la ocupación con su presencia y trabajo.
Pero desde Somontes aseguramos que NO VAMOS A DEJARNOS EXPULSAR por los mercaderes de la corrupción y el capitalismo. SOMONTE RESISTE y RESISTIRÁ. Y ante el despliegue de la fuerza bruta de los políticos y latifundistas responderemos con MAS OCUPACION, MAS TRABAJO y MAS DIGNIDAD.

Por ello hacemos un LLAMAMIENTO URGENTE al apoyo a la ocupación de Somontes. Necesitamos que se acerque el mayor número de compañeros y compañeras para resistir junt*s cualquier intento de desalojo, con víveres, mantas y mucho ánimo combativo. Cuantos más seamos mejor podremos resistir. Es importante traer también equipo para dormir a la intemperie (sacos, tiendas, etc.), por si hubiera que acampar junto a la finca.


Por otra parte pedimos que este mensaje se difunda lo máximo posible, que se traduzca a otros idiomas, que se sigan recogiendo firmas de apoyo y que se haga todo lo posible para que se enteren todos nuestros contactos, la prensa y los líderes políticos, en especial los de Izquierda Unida; para exigir al PSOE de Andalucía que retire inmediatamente la denuncia interpuesta contra los ocupantes y abra una mesa de diálogo para encontrar los mecanismos que pongan ésta y toda la tierra pública en manos de los trabajador*s en paro.
Se puede dirigir un mensaje a la Consejería de Agricultura y al PSOE en el formulario siguiente:
A/A Sra. Consejera de Agricultura de la Junta de Andalucía.

      Sr. José Antonio Griñán, Presidente del Gobierno de la Junta de Andalucía.

Estando en conocimiento de que la Junta de Andalucía ha solicitado y obtenido la orden judicial de desalojo de los jornaler*s en paro que desde hace más de un mes ocupan, trabajan y viven en la Finca pública Somontes de Palma del Ría, propiedad de IARA, y entendiento que no se puede contestar con represión a esta acción de recuperación por parte de estos trabajador*s de su dignidad y de la lucha justa por su supervivencia, Rogamos, Pedimos y Exigimos a Uds. lo siguiente:
* El respeto pleno a los derechos fundamentales al trabajo, a la vivienda y a la dignidad de los jornaler*s andaluces.
* La retirada inmediata de las denuncias por usurpación y daños presentadas contra varios compañeros ocupantes y solidarios; y en especial de la solicitud del desalojo como medida cautelar.
* La negociación con los ocupantes para garantizar que esta tierra pública, como otras pertenecientes a esta Junta de Andalucía, sea puesta en manos de cooperativas de trabajador*s en paro y no subastadas y entregadas a latifunditsas y especuladores.

Enviar a las direcciones:<prensa@psoeandalucia.com>;<consejeria.cap@juntadeandalucia.es>;<sec-consejero.cpre@juntaandaluciadeandalucia.es; directamente al presidente en http://www.juntadeandalucia.es/organismos/presidente/correo.html. Y a todas las direcciones andaluzas o provinciales que podáis encontrar por internet del PSOE o de la Junta de Andalucía. Mandar copias por favor a la dirección <somontepalpueblo@gmail.com>.
GRACIAS, y os esperamos, contactar por favor conLola Alvarez 666088373 Secretaria Provincial del SAT Javier Ballesteros  660970722 Responsable del Area juridica del SAT Pepe Caballero 699571039, Responsable de Organización del SAT y en nuestra dirección de email.
Este es el último comunicado que se redactó ayer al mediodía, antes de conocer la orden de desalojo:

Comunicado de prensa de la Asamblea de Trabajadores de la Ocupacion de Tierras en la Finca Somontes
Hoy, 13 de abril siete jornaleros/as de la Asamblea de Ocupacion de la finca Somonte en Palma del Rio ha prestado declaración a las 10,30 h en  los Juzgados de Posadas, acusados de ursupacion, daños y desobediencia.
Todos los trabajadores/as se han acojido al derecho de no declarar, siendo informados posteriormente por los servicios juridicos del SAT  que la Consejería de Agricultura de la Junta de Andalucía  ha pedido a la Jueza Titular del Juzgado nº 3 de Posadas que como medida cautelar expulse a los Jornaleros/as  de las tierras ocupadas.

Los hechos se remontan al pasado 4 de marzo cuando mas de un millar de jornaleros/as de toda Andalucia decidimos ocupar las tierras públicas de la finca Somonte que la Junta de Andalucia estaba poniendo en venta al mejor postor. Desde entonces y hasta día de hoy una treintena de trabajadores/as de los pueblos de Palma del Río, Hornachuelos, Posadas, etc, continuamos con la ocupación de estas tierras, trabajándolas comunalmente y poniéndolas a producir.
Estamos seguros de que la ocupación de tierras en los pueblos es la mejor alternativa al paro en el medio rural.
En ningún momento vamos a desistir en nuestros objetivos, que no son otros que trabajar las tierras abandonadas a su suerte. En consecuencia hacemos un llamamiento a la Consejera de Agricultura para que retire la denuncia puesta y se siente con el SAT para negociar un plan serio sobre la función que deben de cumplir  estas, así como todas las tierras públicas que no debe de ser otra que el beneficio de los trabajadores/as .

Finca Somonte a 13 de abril de 2012

SVEGLIA 15 – 04- 2012

(prima stampa originale 15 – 04- 2012)

SVEGLIA

STAVOLTA NON C’È SPAZIO PER LA GRAFICA. QUESTA NON È “LA NAZIONE” .
NON FATE GLI IGNORANTI. SE VI INTERESSA SIETE IN GRADO DI LEGGERE ANCHE COSì.
È ufficiale: a Fukushima ci sono tre nuclei fusi e la situazione può ancora peggiorare. È una catastrofe per la salute pubblica senza precedenti nella storia dell’umanità. A Chernòbil servirono dieci tragici giorni per “tappare” il nucleo. Il disastro giapponese invece è notizia vecchia più di un anno: 11 marzo 2011. La negligenza criminale è stata una costante durante tutta la storia di questi reattori, a patire dalla scelta di una zona ad alto rischio, fino alla sua costruzione, mantenimento e messa in sicurezza. Non sono state certo esemplari neanche le soluzioni adottate dopo l’incidente, caratterizzate da un avvilente divagare. Da mesi non risolvono il problema neanche parzialmente. Per quanto tempo questa ferita rimarrà ancora aperta? Le conseguenze sono incalcolabili, ci sono milioni di vite a rischio, con incremento di possibilità di contrarre il cancro all’interno di ampie zone contaminate.
D’altra parte, in un’intervista, uno degli ingegneri veterani che costruirono la centrale giustifica i suoi errori assicurando che “non eravamo nella posizione di fare altro”. Effettivamente, molte delle centrali nucleari oggi funzionanti sono state costruite negli anni ’70 e ’80 del secolo scorso. Se i giapponesi non disponevano dei mezzi necessari in quegli anni si suppone che italiani, francesi, o spagnoli non fossero molto più avanzati. Oggi stesso con le centrali di nuova generazione non esistono garanzie, lo dimostra il fatto che nessuna compagnia assicurativa accetta di coprire il nucleare. Per chi non lo sapesse l’Europa ha recentemente votato a favore del nucleare all’unanimità, Italia compresa nonostante il voto del referendum sia stato ben chiaro. Poi se qualche centrale si rompe causando un’apocalissi diranno che “non potevano fare altro”.
Considerando le dimensioni del disastro e la quantità di vittime, ancora nessuno è stato messo in carcere per quest’errore. In cambio il Giappone è un paese con leggi antidroga molto severe, dove migliaia di persone sono in prigione per aver coltivato o consumato marihuana. Per esempio un giovane universitario si inviò dall’estero 6 grammi di hascish. Quando arrivò in Giappone, la polizia già lo stava aspettando in aeroporto per arrestarlo come fosse un pericoloso criminale. Fatti simili sono successi molte volte in questo paese dove la pena per coltivare cannabis arriva facilmente ai dieci anni di reclusione. Storie del genere sono all’ordine del giorno anche in Italia dove la condanna è compresa dai 6 mesi ai 15 anni. Per non parlare di casi come quello di Aldo Branzino.
I consumatori ed i coltivatori di marihuana vengono detenuti perché accusati di mettere a rischio la “sicurezza dei cittadini” o la “salute pubblica”. Il vero problema di salute e sicurezza pubblica è causato invece da queste centrali, molto più pericolose che tonnellate di cannabis, dato che gli effetti di questo disastro dureranno centinaia, migliaia di anni, colpendo molte generazioni. Questa l’ipocrisia delle leggi che ci governano.
In Italia la commedia va avanti a gonfie vele. Non abbiamo forse il nucleare, (anche se in realtà viene utilizzato anche da noi per scopi differenti dalla produzione di energia, nella produzione di armamenti per fare un esempio) ma abbiamo inceneritori, centrali a carbone e geotermiche che uccidono e fanno ammalare gravemente anche in assenza di incidenti. In compenso è stato dichiarato illegale il festival italiano della musica reagge perché inneggiante l’uso di marihuana ed il 29% dei carcerati sconta pene superiori agli 8 mesi per reati connessi alla droga. Si parla di oltre 67mila ragazzi con età compresa fra i 18 ed i 35 anni. Ognuno di loro costa ai contribuenti circa 250 euro al giorno per la sua detenzione. Potremmo pagarli una vacanza di lusso in uno stato liberale o fornirgli un’assistenza sanitaria e psichiatrica più che adeguata.
Tutto questo è assurdo.
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SVEGLIA 1 / 4 data stampa originale 15-04-12

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L’IGNORANZA CREA DIPENDENZA
Le droghe che fanno più morti in Italia sono: tabacco 440.000 l’anno, alimentazione scorretta (grassi, zuccheri…) 400.000 (dato sottostimato), alcool 90.000, medicinali prescritti 32.000, metadone 3.700, cocaina 2.500, aspirina 2.000, eroina 2.000, anfetamine 76, altre illegali 700, cannabis 0. Le vittime delle sostanze legali (esclusi grassi e zuccheri che fanno salire di molto le percentuali) sono circa lo 0,7% dei consumatori, di quelle illegali lo 0,02% e se da queste togliamo cocaina e eroina che sono considerate droghe pesanti in tutto il mondo tranne che dalla legge italiana, lo 0,0001%. (I dati sono ripresi da vari articoli medici e le cifre sono solo indicative, le più affidabili trovate, dato che i siti ufficiali per la prevenzione delle droghe sono pieni di informazioni chiaramente false o manipolate)
A causa delle attuali leggi, e della totale disinformazione oggi assistiamo tristemente ad una forte ripresa dei consumi di droghe pesanti con le quali le mafie fanno soldi molto più facili e consegnano ad associazioni a delinquere come il SERT (al quale viene destinato a seconda delle regioni un 3 – 4,6 % del fondo nazionale per la sanità quantificabile in 3,1 / 4,8 miliardi di euro solo nel 2012) facili prede su cui sperimentare farmaci chimici altrimenti invendibili perchè molto dannosi, con scarsi in effetti curativi e che danno elevata dipendenza spesso più difficile da superare rispetto quella della sostanza che ci si prefigge “curare”.
COSA FARE?
Liberatevi dei pregiudizi, non credete, ma informatevi. Non affidate i vostri figli (o voi stessi) a strutture di stato che come ben sappiamo è attualmente corrotto e ricattato da banchieri massoni, mafiosi & co…
Se qualcuno a cui tenete fa uso di qualche sostanza che vi “spaventa” o “rende tristi vedere come si riduce” non fate casino, rimanete calmi, non parlatene con nessuno che non sia assolutamente di fiducia perchè, a meno che non desideriate vedere la persona a voi tanto cara in carcere o al sert, dovete ricordare che in Italia l’uso di sostanze è gravemente condannato, con ripercussioni che vanno oltre la pena (si è marchiati a vita anche se si smette, e si incontrano ostacoli per lavorare, viaggiare, ricevere assistenza ospedaliera, ecc..)
Se volete aiutare qualcuno “a smettere” ed avrete una reazione aggressiva creerete “un mostro” che vi rifuggirà, che non vi ascolterà e che arriverà ad odiarvi.
Il comportamento giusto, in questi casi , è quello di dialogare con la persona interessata a lungo ed apertamente, senza pregiudizi, ascoltando sopratutto, cercando di capire quali sono le cause del consumo cercando, con pazienza, di eliminarle.
Se vi mostrerete “aperti” difficilmente incontrerete problemi di dialogo. Spesso infatti uno dei maggiori problemi da affrontare per chi fa uso di sostanze è la sensazione di solitudine. Se non riuscite ad affrontare tutto questo con la dovuta calma allontanatevi spiegando il motivo (es. non sopporto vederti ridotto così, pero ti voglio bene e qualunque cosa ti dovesse servire esclusi denaro e cose in prestito come l’auto puoi cercarmi ed io ci sarò).
In fondo in fondo “la droga” non è questa cosa tanto terribile come siamo portati a credere. Se affrontata nel modo giusto, quasi sempre si traduce in un periodo che il soggetto deve superare e che finirà. Nel caso la persona dopo molto tempo non riesca “ad uscirne” o sia molto debilitata fisicamente rivolgetevi ad un medico di fiducia o ad uno psicologo o a qualche amico che in passato ha avuto lo stesso genere di problema e lo ha risolto. Diffidate di coloro che proporranno l’uso di farmaci sostitutivi o antagonisti. Esclusi rari casi questi medicinali non risolvono il problema, ma ne aggiungono uno nuovo. Chi li prescrive lo fa perchè non ha ricevuto la formazione adatta e (non sempre con la coscienza pulita) si affida a queste sostanze “miracolose” che di miracoloso non hanno che la capacità di rovinare ancor più disastrosamente la situazione.
L’unica sostanza “alternativa” possibile è la Marjuana. Se volete aiutare qualcuno a smettere fategli trovare tanta erba o Hascish di qualità sempre a disposizione e vedrete che sarà d’aiuto. Spesso chi fa uso di sostanze pesanti rifuta “le canne” perchè, dice che lo fanno star male, o che non li piace l’effetto. Non è lui ha parlare, ma l’altra sostanza. Insistete un poco, fumate con lui, anche se fa solo un tiretto col tempo si accorgerà di preferire la Maria. Smettere di fumare le canne poi non sarà certo difficile e nella maggior parte dei casi neanche necessario.
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LA DEMOCRAZIA OGGI È GOVERNATA DAL CONSUMO
“La crudeltà verso gli animali è il tirocinio della crudeltà verso gli uomini.” Questa è la frase di Publio Ovidio un poeta latino (43 a.c./17 d.c).
In Italia (60milioni di abitanti) si macellano 24 milioni di bovini, bufalini, suini, ovini, caprini ed equini,29 milioni di conigli ed altri 470 milioni di volatili. (Fonti ISTAT)
Quasi la totalità di questi animali ormai non proviene più da “fattorie”, ma da allevamenti industriali . Gli animali passano la loro intera vita senza mai vedere il sole, o toccare la terra, quasi sempre impossibilitati a compiere persino il più piccolo movimento.
Si costruiscono enormi capannoni di cemento dove ammassati, crescono a suon di mangimi ipernutritivi ed antibiotici migliaia di capi.
È così che siamo arrivati ad ottenere che, ad esempio alla coop, un chilo di pollo costi meno di un chilo d’insalata. O il prosciutto crudo a tranci costi 7,50 € al chilo. Filetto di vitello a 19,50 €. Per produrre 1 kg di carne bovina servono circa 10-15 kg di prodotti agricoli di cui circa 5 kg sono di mangime e fino a 20-15.000 litri d’acqua.
Una bottiglia d’acqua costa al supermercato 70 cent, provate a moltiplicare questa cifra per 17 .500. Risultato: 12.250 €. Quanto ti costa solo d’acqua il tuo chilo di carne? E’ vero che le mucche non bevono Ferrarelle però è anche vero che allevamenti ed industrie se la bevono loro o la inquinano, quando vi va bene anche solo con del cloro, la vostra acqua. E così poi, dovete comprarla per forza la Levissima o la Panna, o Danone/Nestlè che quando analizzate risultano spesso “fuori norma”.
I conti non tornano. Come risolvere il nodo della questione? Due parole basiche per intendere l’economia moderna: ESTERNALIZZAZIONE DEI COSTI. Se non ne conoscete il significato informatevi bene e con urgenza.
Quello della carne è uno dei business più sporchi di questo mondo. È l’aspiratore di tutto ciò che non si sa come buttare ed ovviamente, produce tonnellate di merda contaminata da antibiotici e schifezze varie.
Ad esempio ricordate la storia dell’aviaria? Non vi sembra strano che durante quel periodo di crisi i due gruppi Amadori e AIA non si sono affrettati ( grazie anche ad incentivi statali) a rilevare tutte le aziende a rischio di fallimento del settore e ne possiedano oggi il monopolio?
Danno massima rilevanza a piccoli problemi per mettere in crisi il settore, acquistare a prezzi stracciati o addirittura facendosi pagare per “risolvere il problema” somme ulteriori alla proprietà stessa. Poi semplicemente aspettano che la notizia svanisca per dare inizio alla speculazione. Sembrano “regalarvi” i loro prodotti perchè tanto ve li rifanno pagare in un altro modo, senza che ve ne accorgiate.
L’aumento dei prezzi non è dovuto solo alla “nuova scoperta” della limitatezza delle riserve di greggio, ma a questo tipo di economia, perché quando è monopolizzato il mercato, i consumatori perdono il loro potere.
Quindi non arrabbiatevi tanto con il potente di turno se poi fate la vostra spesa al supermercato o acquistate carne di provenienza industriale. Nell’epoca capitalistica che stiamo vivendo è attraverso i consumi che si esprime il voto, non alle urne. Adesso lo sapete, non potete più fingere di essere vittime del sistema. O dentro o fuori. A voi la scelta.
Non bisogna inoltre dimenticare che il 18% delle emissioni di gas serra sono causate dalle fuoriuscite dei bovini d’allevamento. Per rendervi conto della gravità della cosa, considerate che i trasporti di tutto il mondo sono responsabili per il 13%.
Consigliata la visione del documentario “MEAT THE TRUTH” – Carne la verità nascosta. Lo troverete facilmente sul web
SVEGLIA 3 / 4 data stampa originale 15-04-12

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TUTTO È POSSIBILE QUANDO LO SI COMPRENDE
LEZIONE MEDITATIVA NUMERO UNO
Indossate la posizione di loto anche da seduti su una sedia o semplicemente inarcando leggermente la schiena all’indietro, Chiudete un attimo gli occhi e respirate profondamente.
Più alto è il costo della realizzazione del progetto, minore la possibilità di abbandonarlo, anche se nel corso della realizzazione ci si accorge che non serve a niente.
Più alto è il prestigio di chi ha presentato il progetto, minore è la possibilità di abbandonarlo.
In ogni organizzazione c’è sempre una persona che sa esattamente che cosa succede. Questa persona sarà licenziata.
Leggendo queste sopra, si visualizzano TAV e ENEL e molti altri.
Immaginatevi ora un mondo senza di loro.
Respirate di nuovo.
SEGUE da pagina 1
Intanto in Uruguay la legalizzazione della cannabis è più vicina che mai, potendo così fungere da esempio per tutta l’america latina, un continente dissanguato da inutili crociate contro le droghe. Juan Vaz, portavoce del movimento antiproibizionista uruguayano affermò durante la Marcia Mondiale per la Marihuana: “In realtà noi uruguayani crediamo che entro breve saremo il primo paese latino-americano dove la coltivazione di Marihuana sarà considerata legale. Ci sentiamo come rivoluzionari che stanno vincendo la propria rivoluzione, siamo organizzati e solo reclamiamo ulteriori garanzie per l’autoproduzione di marihuana. La verità è che le nostre proteste hanno ricevuto buone risposte, i cittadini ci hanno dato ragione e anche i deputati stanno lavorando in questa direzione.
I paesi che sconfiggeranno il proibizionismo saranno quelli che otterranno più possibilità. Molti paesi europei non stanno perdendo tempo anche nella speranza di migliorare la situazione di crisi attuale creando così centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro.
È arrivato il momento di disobbedire. Pagare le tasse, seguire leggi e regole, essere cittadini “modello” che lavorano, che sono utili alla società è diventato immorale. Chi partecipa a questo gioco direttamente o meno è da considerare complice di questi criminali che stanno compiendo gravi reati contro l’umanità.
Le persone oneste alla luce dei fatti sono coloro che si “tirano fuori” da questo sistema, che smettono di lavorare di pagare le bollette, la benzina, la spesa al supermercato, di guardare la tv, di giocare al superenalotto…
Disobbedite a chi sta attentando alla vostra salute, dei vostri figli, dei vostri cari. Fatelo senza paura. All’inizio ci sentiremo in pochi troppo piccoli ed impotenti. Però non bisogna perdersi d’animo. Uniti combatteremo per la libertà e per la vita. Li faremo il culo perché siamo nel giusto. Loro hanno titoli e rango, hanno medaglie e denaro pubblico, però non hanno capito che noi possiamo andare avanti senza pagare i loro ignobili prodotti, che non gli appartengono, anche cinque, dieci, venti anni senza cadere nei loro ricatti, rimpiazzandoli, producendo soli ciò che ci serve, estendendo la rivolta. Loro non sono in grado di comprendere il significato della parola “persistenza”. Sanno solo ingrassare nell’immediato senza vedere le conseguenze delle loro azioni. Dicono cose e poi ne fanno altre, non sono uniti e forti come vogliono farci credere. Loro perderanno perché sono codardi e deboli, perché sono fedeli solo al denaro ed alla guerra. Non resisteranno alla spinta della nostra disobbedienza pubblica. Non potranno reagire perché se non gli aiutiamo noi stessi a farlo, non hanno forza.
Questo è il momento. Avanti. L’estate è nostra.
Uscite di casa e coltivate la libertà. Uscite e proclamate la vita.
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