lunedì 26 gennaio 2026

Umani non si nasce, si diventa

 



Probabilmente la guerra, è lo status "naturale" delle relazioni tra individui, non ancora davvero umane, non ancora affrancate dalla paura dell'altro e della sua forza, in condizioni asimmetriche come appunto è "naturale" che sia.

E’ quindi questa l'unica forma della "politica", con la p minuscola, che vige in un'epoca di sudditanza all'economia politica, ovvero nel sistema capitalista - patto relazionale mediato dalla merce tra soggetti alienati e mercificati -, epoca nella quale, come mette in luce proprio Trump, l'unica pace possibile è quella del mercato.

Ci siamo raccontati che il mercato poteva sottostare a "regole democratiche", ma si vede bene che non reggono al primo segno di caduta o riduzione del tasso di profitto.
Riprecipitando tutto e tutti nella "realtà" della violenza visto che non si vuole considerare un mondo di individui alla pari.

Non per niente, quindi, a un tipo come Trump riesce di far cessare i bombardamenti a Gaza (almeno la parte più rumorosa e visibile) o a far restituire (alcuni) ostaggi rinchiusi come merce di scambio in Venezuela o a Gaza, e a vantarsi di altre azioni (per cui vuole anche ottenere il Nobel per la pace) portando contratti immobiliari e minerari al posto dei missili, dimostrando che le armi più potenti possono essere agevolmente sostituite dai miliardi. Altro che diplomazia e ONU!

E le Borse ci stanno, eccome. E a maggior ragione ci si accomodano anche vari governi di tutto il mondo.

Tutto funziona a causa della convinzione assai diffusa che si tratti sempre di sottomettere la mitologica "natura umana", e che l’unico mezzo davvero efficace per farlo sia l’esercizio del potere economico.

E quindi invece penso che, se vogliamo vivere in pace, libertà e con dignità, non ci possiamo più permettere il capitalismo, il quale non può fare a meno dei regimi che lo sostengono anche a costo di prezzi altissimi in vite umane, perché è un sistema troppo "naturale" esattamente come lo sono i cataclismi e le calamità "naturali", laddove questa parola “naturale” è sinonimo di normale, autentico, biologico, genuino, puro, logico, ovvio, prevedibile, senza calcolo o riflessione, quindi ciò che è “naturale” ci trova impotenti a decidere diversamente, a creare modalità “artificiali” come sarebbe invece un mondo davvero Umano degno di questo aggettivo: un mondo costruito “ad arte”, con la consapevolezza che a lasciare andare le cose  senza modificare nulla ci si prepara a grandi disastri perché far crescere l’umanità nel suo potenziale splendore è un’opera davvero artistica, complessa e non facilissima, come i fiori più splendidi nel più raffinato giardino.

Umani non si nasce, lo si diventa, con dosi immense di coraggio e di creatività di segno collaborativo, mossi dall'amore e dalla curiosità verso gli altri, dall’incanto per la bellezza e il piacere condiviso, invece che dalla paura.

C'è quindi tantissimo da distruggere, cominciando dalla paura e dall'inerzia, con l’energia e la passione, che Benjamin vedeva nel “carattere distruttivo”, liberandosi di ogni preconcetto, o freno, davanti alla possibilità di fondare il “nuovo” e di evadere dalla prigione quotidiana.

 

gc