mercoledì 4 novembre 2026

Sulla peste emozionale nella sua pandemia politica in atto

 




“Il fascismo equivale in tutta logica a un’estetizzazione della vita politica […] La distanza che l’umanità risente nei confronti di se stessa ha toccato un punto tale da poter vivere la sua stessa distruzione come un piacere estetico di prim'ordine. Ecco quel che ne è dell’estetizzazione del politico, alla quale lavora il fascismo.

 

Walter Benjamin, L’opera d’arte all’epoca della sua riproducibilità tecnica, 1939.

 

“Non so se un secolo basterà perché i miei scritti e le mie congetture vengano chiariti e compresi, ma se non ne avrò il tempo, il tempo se ne occuperà per me”.

 

Raoul Vaneigem, Grimoire, Grevis, Caen 2026.

 

 

La patologia fascista è una peste emozionale fondata sulla menzogna sistematica.

 

Mussolini aveva dissimulato un figlio nato durante la sua giovinezza fino a farlo   sparire una volta arrivato al potere. Si è volatilizzato insieme a sua madre, diventata imbarazzante per il cosiddetto duce e per le sue ridicole smorfie, ma soprattutto per i camerati nazionalisti di ieri e di oggi che adorano l’effigie iconica e totalmente falsa  dei loro santi immacolati e liberatori (Duce, Führer o pro MAGA che siano).

 

Il fascismo è un misticismo opportunista.

 

Mussolini, Hitler, Trump, Putin, Netanyahou, Le Pen, Bolsonaro, Milei, Erdogan, e chi più ne ha più ne metta. Per me basta così, ce ne sarebbero troppi da citare, volendo. Incarnano crocifissi simbolici senza stigmate reali, profeti demenziali ma con imponenti conti in banca, oggetti di culto concepiti per essere consumati e gettati dopo l’uso, destino che attende anche i loro maggiordomi di servizio, tipo Macron.

Imperatori spettacolari più o meno effimeri, tutte le icone del potere finiscono nella spazzatura della storia; qualcuno morto tragicamente, ma tutti assicurati dell’agiatezza economica per il resto della loro sopravvivenza grazie alla protezione dei più ricchi che se ne servono per conservare e aumentare i loro privilegi.

La loro funzione spettacolare è quella di preparare il rinnovamento sul mercato dell’illusione politicante che offre in saldo prodotti e sottoprodotti sempre più inquinati e nocivi : Salvini, Renzi, Vannacci, Glucksmann, Retailleau, Bardella, Le Pen (con o senza braccialetto elettronico) e chissà quanti altri rimasti anonimi nel guscio pestilenziale dello spettacolo che continua senza interruzione.

Tutti questi guitti spettacolari mentono come respirano. La menzogna è lenta a morire quando la libertà è umiliata e le intelligenze disfatte, la sensibilità malata, in punto di morte, inscatolata in telefoni portatili stretti in mano molto peggio che la cravatta al collo.

Alla fine la verità nascosta emerge sempre, ma troppo tardi. Quando il male è fatto e le tragedie si accumulano, uguali e diverse, quando la verità non servirà più a nessuno poiché la peste emozionale avrà già fatto dei danni irreparabili.

 

A proposito di Mussolini, per esempio: solo relativamente di recente è venuto fuori che la madre del suo primo figlio è stata anche una delle sue vittime. Colei che aveva finanziato i suoi primi successi in politica è stata relegata fin dagli anni trenta del secolo scorso in un ospedale psichiatrico per farla sparire, cancellarla dal radar di una storia recitata nello spettacolo di una potenza illusoria e macabra.

Emerge nel dittatore italiano di ieri lo stesso tipo di potenza spettacolare che oggi ottenebra Trump nel suo delirio di onnipotenza impotente (onnipotenza del cinismo, impotenza dell’aiuto reciproco, dell’amore e della sensibilità). Non è dunque una specificità italiana falsificare i fatti e far loro dire il contrario della verità, come per le bombe di Piazza Fontana a Milano nel 1969.

La menzogna non ha nazionalità, non ha altra radice se non il suprematismo, ma non c’è dubbio che Mussolini fosse italiano. Dunque, oltre ogni razzismo, mi pongo la questione : dei Rital spesso mentitori seriali per sopravvivenza (« Franza o Spagna purché se magna »), che cosa pensare ? C’è razzismo e menzogna dappertutto, quando si è razzisti di cuore e di pancia. Il cervello non fa che seguire manipolando il tutto.

Ed ecco allora un recente banale dilemma che nasconde una questione retorica: il dottor Bardella è stato un ottuso e maniaco antisemita prima di essere ferocemente anti immigrazione e pro Israele?

Tutti possono mentire, ma si può riconoscere il fascista dal modo surrealista di farlo, cosciente di mentire e cosciente che anche chi lo ascolta lo sa.

Si sente in sordina l’abituale refrain del fascismo: “Provati a dire il contrario di quel che affermo e vedrai quel che ti succede”.

(Magari non oggi, ma appena avremo preso il potere. ALLORA NON AVREMO PIÙ BISOGNO DI MENTIRE ! Se non per solo piacere perverso.).

 

Il fascismo è sempre stato accompagnato da un clima morboso.

Durante il ventennio fascista, in Italia, per regolare il conto agli antifascisti bastava un po’ d’olio di ricino fatto ingoiare per l’umiliazione, poi una mela in sarcastico dono di addio e infine una fucilata alla schiena. Nel 1945, Mussolini ha cercato di sfuggire agli antifascisti travestito da tedesco ma è stato scoperto e fucilato dai partigiani.

Dal canto suo, Hitler, prode tedesco-austriaco (ancora un migrante) ha vissuto un rapporto intimo controverso con la sua giovane nipote Geli Raubal, suicidatasi nel 1931; poi, di fronte alla sconfitta finale, si è suicidato anche lui, insieme a Eva Braun appena sposata. Dissimulazione, suprematismi di ogni tipo, poi e morte data o subita sono il brodo di coltura e la cultura di tutti i fascismi.

La scomparsa di Hitler ha tolto al mondo il diritto di giudicare direttamente la sua funesta elucubrazione razzista, menzogna assoluta che è sempre la stessa in ogni epoca, mentre i capri espiatori cambiano secondo il tipo di masse manipolate di riferimento.

La menzogna strutturale fascista e suprematista si basa infatti su una vittima sacrificale variabile nel tempo e secondo le situazioni; gli eredi di quelli che gasavano gli ebrei quasi un secolo fa, sostengono oggi il fascismo israeliano e l’olocausto programmato dei palestinesi.

Tuttavia il peggio del fascismo è che, per arrivare al potere e funzionare al vertice, ha bisogno di masse ottenebrate che ingoino menzogne inaccettabili per ignoranza e frustrazione, per rabbia impotente a causa dei soprusi patiti. Masse idiotizzate e arrabbiate, attaccate morbosamente alla greppia dell’odio sociale, pulsionalmente portate a baciare le mani di quelli che ne preparano le future tragedie : dominatori maschi e ben più raramente femmine, Jupiter di paccottiglia al servizio di quello stesso potere che le masse fascistizzate detestano credendo stupidamente di combatterlo attraverso l’adorazione mistica di un nuovo duce sovrano sacralizzato: “Alé, proviamo anche questo/questa ! E dai, che il lavoro rende liberi!”.

 

La menzogna fascista funziona a partire dalla sottomissione ideologica alla menzogna spettacolare da parte di masse malate d’ignoranza e frustrazione nella vita quotidiana.

Si sa quanto Goebbels, Himmler e compagnia fossero mentitori seriali in mezzo alla menzogna diffusa dei loro camerati e compagni di merende sadomaso. E lo facevano sapere senza ritegno, dicendolo non proprio così apertamente come segue, ma quasi: « Più la calunnia  grossolana è ripetuta e più diventa verità per gli idioti manipolati ». Il che non è altro che il principio della pubblicità della merce in un mondo capitalista, mercificato fino all’osso.

La menzogna strutturale di ogni fascismo emerge grandiosa perfino a proposito della bandiera nazista, la cui svastica era e resta un segno d’amore indiano falsato e rovesciato in segnale di odio stupratore in nome del mitico terzo Reich. Ce lo ha ricordato da tempo, nei suoi scritti chiaroveggenti, Wilhelm Reich che ha studiato a fondo la ragnatela psicologica del carattere fascista se ne intendeva. Lo stupro è, infatti, l’inversione dell’atto d’amore genitale condiviso, rovesciato in odio suprematista patriarcale, imposto con la violenza e il disprezzo della vittima.

 

Il fascismo è una violenza fondata sulla menzogna imposta e subita.

 

I pro nazisti della repubblica di Salò e di Vichy, responsabili indiretti o diretti dell’assassinio di Matteotti a Roma e dei fratelli Rosselli in Normandia, hanno torturato e ucciso molti resistenti antifascisti durante la seconda guerra mondiale, mentre i resistenti anonimi attuali, studenti o Gilets Jaunes, sono – soltanto talvolta e non tutti, oclocrazia oblige – accecati o amputati dalla polizia dello Stato spettacolarintegrato.

Intimamente transalpino che sono, sentendomi spesso italiano in Francia e francese in Italia, cerco da un mezzo secolo di capire l’identità e le differenze dei miei due popoli d’origine. E credo aver capito parecchie cose mangiando spaghetti in Francia e ratatouille in Italia.

Brecht aveva giustamente notato che il fascismo è la democrazia in crisi. In effetti una complicità transalpina di stampo fascista emerge quando la patria dei ricchi capitalisti è in pericolo.

Esattamente come per le mafie, la democrazia cristiana esiste dai due lati delle Alpi, ma con nomi diversi. La DC italiana più profascista è ufficialmente sparita con i Scelba, i Tambroni, gli Andreotti, scadendo poi in Berlusconi e Bossi prima di riapparire, mutatis mutandi, con la Meloni.

 

I democristiani francesi non hanno mai osato chiamarsi chiaramente così a causa della rivoluzione francese da cui nessun francese può prescindere. Tuttavia il potere francese ha sempre conservato e imposto la paranoia della Francia figlia maggiore della chiesa romana cioè dell’oscurantista cultura politica vaticana, fino alle ultime caricature lepeniste, mostruose e interscambiabili, che si assumono o che s’ignorano nel gregge composto oggi da Retailleau, Ciotti e compagnia che imperversa sul canale televisivo Cnews, ma non solo.

 

Ranocchie squadriste da acquasantiera da un lato e similitudini folcloristiche marcanti dall’altro come il pre-Bardella Salvini e Santanché, una Dati italiana.

 

Dal tempo del capitalismo dello spettacolo concentrato o diffuso, oggi superato e diventato ormai integrato[1], sono piuttosto in marcia con il potere dominante le pulci da materasso dei diversi socialismi psico patologici. Si tratta di parassiti derivati attuali della socialdemocrazia che ha assassinato Rosa Luxembourg più di un secolo fa, ben prima di essere soppiantata in brutalità dal nazionalsocialismo hitleriano e dal « viva la muerte » franchista, mentre il fascismo rosso bolscevico si occupava di fagocitare Russia e dintorni, Cina inclusa.

 

Appena ieri lo spettacolo integrato ha spinto quel che resta dell’umanità francese e della sua rivoluzione borghese fino al socialismo spettacolare quanto ridicolo di un François Hollande clownesco che ha poi prodotto il mostro narcisista macronista in marcia verso l’abisso del postfascismo. La Francia è in leggero ritardo sul progetto in corso di una presa del potere spettacolar-planetario; potere prodotto, appunto, da una società dello spettacolo emozionalmente appestata.

Per ragioni storiche evidenti, la cancellazione forsennata della libertà, dell’uguaglianza e della fraternità richiedono un po’ più di lavoro manipolatore in Francia che altrove. Più di quanto richiesto, per esempio, per l’umiliazione sistematica di un popolo storicamente pluricolonizzato e vaticanizzato come l’Italiano o di un popolo integralista religioso legato all’invasione dei Pilgrim Fathers e allo sterminio di un’intera civiltà autoctona come gli Stati Uniti d’America, orribilmente schiavisti e imperialisti.

In realtà siamo tutti in un impasse planetario dove la menzogna circola senza più ritegno alcuno, operando la falsificazione del mondo. Ormai, con l’ausilio del virtuale, non solo tutto si può dire, ma addirittura si può mostrare il falso come vero senza la minima verifica possibile dei dati.

 

EPPURE LA MENZOGNA IMPESTA L’ARIA, sempre di più, fino a diventare insopportabile. La si intuisce, quasi leggibile negli occhi di chi mente al punto che si vede che non può trattenersi dal ridere sotto i baffi di fronte al suo interlocutore idiotizzato e manipolato. In questo gioco delle tre carte tecnologiche, i più eccitati e scomposti, per non dire isterici, insieme ai politici di professione, sono i media al servizio del potere.

Ciò è oggi particolarmente vero in Francia, anche se il meccanismo della propaganda imperversa dappertutto. Nel paese dei mille formaggi deliziosi, i galoppini della menzogna di Stato e di Mercato mentono come respirano, urlando che Danone lava più bianco e che dunque LFI è antisemita.

A forza d’intendere questo genere di mantra idiota e volontariamente confusionista, c'è il rischio che molti servitori volontari in stato confusionale propagandistico usino lo yogurt come sapone e vedano gli insoumis di LFI e di altrove come il diavolo in persona. Tanto più che, come vespe sul miele, i politicanti di destra, di centro e della sinistra in sinistra decomposizione riprendono il tutto al punto di cantare in coro la demonizzazione di LFI con i tenori dell’ex Fronte nazionale; i quali approfittano della situazione per giurare di non avere mai avuto nulla a che fare con le Waffen SS anche se è di dominio pubblico il contrario. Da bravi mentitori seriali affermano con aria grave e scandalizzata che si tratta dell’ennesima calunniosa invenzione di Mediapart, i cui membri mostruosamente sovversivi saranno, dunque, trascinati in tribunale e severamente puniti quando la Francia nazionalista e petinista arriverà al potere. Cioè molto presto, grazie al voto dei veri francesi di origine controllata, quelli che ripetono ancora dovunque senza ridere: «i nostri antenati i Galli».

A meno che l’antifascismo che resiste in modo commovente oggi ancora nelle scuole e nella società, prevalga insieme alla Francia del 1789, 1871, 1968, la cui radicalità cristallina è sistematicamente dimenticata e repressa dalla classe dominante e dai suoi sbirri del dominio reale del Capitale. Infatti i popoli serbo, italiano, francese e di altrove si risvegliano di fronte all’ignominia capitalista planetaria in fase terminale.

I popoli non ne possono più e cominciano a farlo sapere nel mondo intero, facendo rinascere una volta di più la speranza di un mondo libero ed egualitario tanto spesso  disfatta dal potere. La speranza riappare nella storia, ma se la menzogna vincerà ancora una volta contro la storia e se quel che ho scritto qui vi riguarda, non dimenticatelo. Tra un anno, potrebbe non esistere più. O addirittura non essere mai esistito e bisognerà reinventarlo un’altra volta.

 

 Sergio Ghirardi Sauvageon, 4 novembre 2026



[1]Vedi su questo tema i, Commentari sulla società dello spettacolo, di Guy Debord.

 

Sur la peste émotionnelle dans sa pandémie politique en cours




 

« Le fascisme équivaut en toute logique à une esthétisation de la vie politique […] Le détachement que l’humanité éprouve à l’égard d’elle-même a atteint un point tel qu’elle peut vivre sa propre destruction comme un plaisir esthétique de premier ordre. Voilà ce qu’il en est de l’esthétisation du politique, à laquelle travaille le fascisme ».

Walter Benjamin, L’œuvre d’art à l’époque de sa reproductibilité technique, 1939.

 

« Je ne sais si un siècle suffira pour que mes essais et conjectures soient démêlés et compris, mais si je n’ai pas le temps, le temps en disposera pour moi ».

Raoul Vaneigem, Grimoire, Grevis, Caen 2026

 

 

La pathologie fasciste est une peste émotionnelle fondée sur le mensonge systématique.

 

Mussolini avait dissimulé un fils né pendant sa jeunesse jusqu'à le faire littéralement disparaître une fois arrivé au pouvoir. Celui-ci s’est volatilisé ainsi que sa mère, devenue embarrassante pour le soi-disant duce et pour ses grimaces ridicules, mais surtout pour les partisans nationalistes d’hier et d’aujourd’hui qui adorent l’effigie iconique et totalement fausse de leurs saints immaculés et libérateurs (duce, führer ou pro MAGA qu’il soient).

 

Le fascisme est un mysticisme opportuniste.

 

Mussolini, Hitler, Trump, Poutine, Netanyahou, Le Pen, Bolsonaro, Milei, Erdogan et la liste est loin d’être exhaustive, mais pour moi, ça suffit, il y aurait trop de noms à citer, si l’on voulait. Ils incarnent des crucifix symboliques sans réels stigmates, des prophètes démentiels mais pourvus d’imposants comptes en banque, des objets de culte conçus pour être consommés et jetés après usage, destin qui attend aussi leurs majordomes de service, genre Macron.

Empereurs spectaculaires plus ou moins éphémères, toutes les icônes du pouvoir finissent dans la poubelle de l’histoire ; quelques uns morts tragiquement, mais tous assurés à vie d’un revenu très confortable grâce à la protection des plus riches qui en profitent pour conserver et accroître leurs privilèges.

Leur fonction spectaculaire est de préparer le renouvellement sur le marché de l’illusion politicienne qui offre en promotion des produits et sous-produits de plus en plus frelatés et nuisibles : Salvini, Renzi, Vannacci, Glucksmann, Retailleau, Bardella, Le Pen (avec ou sans bracelet électronique) et qui sait combien d’autres, restés anonymes dans la coquille pestilentielle d’un spectacle ininterrompu.

Tous ces clowns spectaculaires mentent comme ils respirent. Le mensonge est lent à mourir lorsque la liberté est humiliée et les intelligences défoncées, la sensibilité malade, au seuil de la mort, coincée dans des téléphones portables que la main serre plus que la cravate le cou.

À la fin, la vérité cachée émerge toujours, mais trop tard, quand le mal est fait et que les tragédies s’accumulent, semblables et différentes, quand la vérité ne servira plus à personne, la peste émotionnelle ayant déjà causé d’irréparables dégâts.

 

À propos de Mussolini, par exemple : ce n’est que relativement récemment qu’on a su que la mère de son premier enfant fut aussi une de ses victimes. Celle qui finança  ses premiers succès en politique a été reléguée dès les années trente du siècle dernier dans un hôpital psychiatrique, afin de la retirer des radars d’une histoire jouée dans le spectacle d’une puissance illusoire et macabre.

Émerge chez le dictateur italien d’antan le même type de puissance spectaculaire qui aujourd'hui assombrit Trump dans son délire de toute puissance impuissante (toute puissance du cynisme, impuissance de l’entraide, de l’amour et de la sensibilité). Il n’est donc pas une spécificité italienne de falsifier les faits et de leur faire dire le contraire de la vérité, comme pour les bombes de Piazza Fontana à Milan en 1969.

Le mensonge n’a pas de nationalité, pas d’autre racine que le suprématisme, mais il ne fait aucun doute que Mussolini était italien. Donc, au-delà de tout racisme, je me pose la question : des Ritals, souvent menteurs en série pour survivre (« la France ou l’Espagne, pourvu qu’on mange »), que faut-il en penser ? Il y du racisme et du mensonge partout, quand on est raciste par le cœur et par le ventre. Le cerveau ne fait que suivre en manipulant le tout.

Et voilà donc un dilemme banal récent qui cache une question rhétorique : le docteur Bardella a-t-il été un obtus et maniaque antisémite avant d’être férocement anti-immigration et pro Israël?

 

Tout le monde peut mentir, mais on peut reconnaître le fasciste par sa manière surréaliste de le faire, conscient de mentir et conscient que ceux qui l’écoutent le savent aussi.

On entend en arrière-plan le refrain habituel du fascisme : « Essaie de dire le contraire de ce que j’affirme et tu verras ce qui t’arrivera ».

(Peut-être pas aujourd’hui, mais dès que nous aurons pris le pouvoir. ALORS NOUS N’AURONS PLUS BESOIN DE MENTIR ! Si ce n'est pour un simple plaisir pervers).

 

Le fascisme a toujours été accompagné d'un climat morbide. Pendant les vingt ans de fascisme en Italie, pour régler leur compte aux antifascistes, il suffisait de leur faire avaler un peu d'huile de ricin pour l'humiliation, puis une pomme en cadeau sarcastique d'adieu et enfin une balle dans le dos. En 1945, Mussolini a essayé d'échapper aux antifascistes déguisé en Allemand, mais il a été découvert et fusillé par les partisans italiens.

Quant à lui, Hitler, valeureux germano-autrichien (encore un migrant), a eu une relation intime trouble avec sa jeune nièce Geli Raubal, qui s'est suicidée en 1931 ; puis, face à la défaite finale, il s'est à son tour suicidé avec Eva Braun à peine mariée. Dissimulation, suprématismes de toutes sortes, puis mort donnée ou subie sont le terreau et la culture de tous les fascismes.

La disparition d’Hitler a privé le monde du droit de juger directement sa funeste élucubration raciste, un mensonge absolu qui reste toujours le même à chaque époque, tandis que les boucs émissaires changent selon le type de masses manipulées concernées.

Le mensonge structurel fasciste et suprématiste repose en effet sur une victime sacrificielle variable dans le temps et selon les situations ; les héritiers de ceux qui gazaient les juifs il y a presque un siècle, soutiennent aujourd’hui le fascisme israélien et l’holocauste programmé des Palestiniens.

Cependant, le pire du fascisme c’est que, pour arriver au pouvoir et fonctionner au sommet, il a besoin de masses aveuglées qui avalent des mensonges inacceptables par ignorance et par frustration, par colère impuissante à cause des abus subis. Des masses idiotisées et en colère, morbidement attachées à la mangeoire de la haine sociale, pulsionnellement poussées à soutenir ceux qui préparent leurs tragédies futures : dominants mâles et bien plus rarement femelles, Jupiters en toc au service de ce même pouvoir que les masses fascisées détestent en croyant stupidement de le combattre par l’adoration mystique d’un nouveau dux souverain sacralisé :  « Allez, essayons celui/celle-ci aussi ! Allez, que le travail rend libre ! ».

 

Le mensonge fasciste fonctionne à partir de la soumission idéologique au mensonge spectaculaire de la part de masses malades d’ignorance et de frustration dans la vie quotidienne.

On sait combien Goebbels, Himmler et compagnie étaient des menteurs en série au milieu du mensonge répandu par leurs camarades et compagnons de beuveries sadomasochistes. Et ils le faisaient savoir sans retenue, en le disant pas exactement aussi ouvertement que je le fais ici, mais presque : « Plus la calomnie grossière est répétée, plus elle devient vérité pour les idiots manipulés ». Ce n’est rien d’autre que le principe de la publicité de la marchandise dans un monde capitaliste, marchandisé jusqu’à l’os.

Le mensonge structurel de tout fascisme émerge grandiose même à propos du drapeau nazi dont la croix gammée était et reste un signe d'amour indien détourné et inversé en signe de haine violente au nom du mythique troisième Reich. Wilhelm Reich, qui étudia à fond la toile d’araignée du caractère psychologique du fascisme, nous l'a rappelé depuis longtemps dans ses écrits clairvoyants. Car le viol est en effet l'inversion de l'acte d'amour génital partagé, transformé en haine suprématiste patriarcale, imposé avec violence et mépris de la victime.

 

Le fascisme est une violence qui repose sur le mensonge imposé et subi.

 

Les pro-nazis de la république de Salò et de Vichy, responsables indirects ou directs des assassinats de Matteotti à Rome et des frères Rosselli en Normandie, ont torturé et tué un grand nombre de résistants antifascistes pendant la deuxième guerre mondiale, tandis que les résistants anonymes actuels, étudiants ou Gilets Jaunes, sont  aveuglés ou amputés par la police de l’État spectaculaire-intégré (seulement parfois et pas tous, ochlocratie oblige).

Intimement transalpin, me sentant souvent italien en France et français en Italie, je cherche depuis un demi-siècle à comprendre l’identité et les différences de mes deux peuples d’origine. Et je crois avoir compris pas mal des choses, en mangeant des spaghettis en France et de la ratatouille en Italie.

Brecht avait bien remarqué que le fascisme est la démocratie en crise. Or une complicité transalpine fascisante apparaît quand la patrie des riches capitalistes est en danger.

Exactement comme pour les mafias, la démocratie chrétienne existe des deux côtés des Alpes, mais sous des noms différents. La DC italienne la plus pro-fasciste a officiellement disparue avec les Scelba, Tambroni, Andreotti, mais a ultérieurement dégénéré en Berlusconi et Bossi avant de réapparaître, mutatis mutandi, avec Meloni.

 

Les démocrates-chrétiens français n'ont jamais osé se nommer clairement ainsi à cause de la Révolution française dont aucun Français ne peut se passer. Toutefois, le pouvoir français a toujours conservé et imposé la paranoïa de la France fille aînée de l’église romaine, c’est à dire de la culture politique vaticane obscurantiste, jusqu’aux dernières caricatures lepenistes, monstrueuses et interchangeables, qui s’assument ou s’ignorent dans le troupeau actuel composé de Retailleau, Ciotti et compagnie qui sévissent sur la chaîne médiatique CNews, mais pas que.

 

Grenouilles de bénitier fascisantes d’un côté et similitudes folkloriques frappantes de l’autre : le pre-Bardella Salvini et Santanché, une Dati italienne.

 

Depuis le temps du capitalisme du spectacle concentré ou diffus, aujourd’hui dépassé et devenu désormais intégré[1], les punaises de lit des différents socialismes psycho-pathologiques sont plutôt en marche avec le pouvoir dominant. Ce sont les dérivés actuels de la social-démocratie qui a assassiné Rosa Luxembourg il y a plus d'un siècle, bien avant d’être dépassée en brutalité par le national-socialisme hitlérien et par le « viva la muerte » franquiste, tandis que le fascisme rouge bolchevique s’occupait d’avaler la Russie et ses environs, Chine incluse.

 

Récemment, le spectacle intégré a poussé ce qui reste de l’humanité française et de sa révolution bourgeoise jusqu’au socialisme spectaculaire et tout aussi ridicule d’un François Hollande clownesque qui a ensuite produit le narcissique monstre macroniste, en marche vers l’abîme du post-fascisme. La France est légèrement en retard sur le projet en cours d’une prise de pouvoir spectaculaire-planétaire ; pouvoir produit, justement, par une société du spectacle émotionnellement pestiférée.

Pour des raisons historiques évidentes, la suppression de la liberté, de l’égalité et de la fraternité nécessite un peu plus de travail manipulateur en France qu’ailleurs. Plus que ce qui est nécessaire, par exemple, pour l’humiliation systématique d’un peuple historiquement pluricolonisé et vaticanisé comme l’Italien ou d’un peuple religieux intégriste, né de l’invasion des Pilgrim Fathers et de l’extermination d’une entière civilisation autochtone comme les États-Unis d’Amérique, horriblement esclavagistes et impérialistes.

En fait nous sommes tous dans une impasse planétaire où le mensonge circule sans la moindre retenue, falsifiant le monde. Désormais, avec l’aide du virtuel, non seulement tout peut être dit, mais on peut même montrer le faux comme vrai sans aucune vérification possible des données.

 

ET POURTANT, LE MENSONGE EMPESTE L’AIR, de plus en plus, jusqu’à devenir insupportable. On le devine, presque lisible dans les yeux de celui qui ment, au point qu’on voit qu’il ne peut pas s’empêcher de rire en coin de son interlocuteur idiotisé et manipulé. Dans ce jeu de bonneteau technocratique, les plus excités et désordonnés, pour ne pas dire hystériques, sont, avec les politiciens professionnels, les médias au service du pouvoir.

En France cela est aujourd’hui particulièrement vrai, même si le mécanisme de la propagande sévit partout. Dans le pays aux mille délicieux fromages, les collaborateurs du mensonge d’État et de Marché mentent comme ils respirent, criant que Danone lave plus blanc et que donc LFI est antisémite.

À force d’entendre ce genre de mantra idiot et volontairement confusionniste, il y a le risque que bon nombre des serviteurs volontaires paumés par la propagande se lavent avec le yogourt et voient les insoumis de LFI et d’ailleurs comme le diable en personne. D’autant plus que, comme des guêpes sur le miel, les politiciens de droite, du centre et de la gauche en sinistre décomposition reprennent le tout, au point de chanter en chœur la diabolisation de LFI avec les ténors de l’ex Front national ; lesquels profitent de la situation pour jurer qu’ils n’ont jamais eu à faire avec les Waffen SS même si le contraire est connu et reconnu. En bons serial menteurs ils affirment avec un ton grave et scandalisé qu’il s’agit de l’énième invention calomnieuse de Mediapart dont les affreux subversifs seront donc traînés en justice et sévèrement punis, lorsque la France nationaliste et pétainiste arrivera au pouvoir. C’est-à-dire très bientôt, grâce au vote des vrais Français d’origine contrôlée, ceux qui répètent encore partout, sans rire : « Nos ancêtres les Gaulois ».

A moins que l’antifascisme, qui encore aujourd’hui résiste de façon émouvante dans les écoles et dans la société, l’emporte avec la France de 1789, 1871, 1968, dont la radicalité cristalline est systématiquement oubliée et réprimée par la classe dominante et par ses sbires de la domination réelle du Capital. Car les peuples serbes, italiens, français et d’ailleurs se réveillent face à l’ignominie capitaliste planétaire en phase terminale.

Les peuples n’en peuvent plus et commencent à le faire savoir dans le monde entier, faisant renaître une fois de plus l’espoir d’un monde libre et égalitaire si souvent écrasé par le pouvoir. L’espoir réapparaît dans l’histoire, mais si encore une fois le mensonge gagne contre l’histoire et ce que j’ai écrit ici vous concerne, gardez-le en mémoire. Dans un an, il pourrait ne plus exister. Ou même n’avoir jamais existé, et il faudra le réinventer une fois encore.

 

Sergio Ghirardi Sauvageon, 4 novembre 2026



[1]Voir à ce propos Guy Debord, Commentaires sur la société du spectacle, Gallimard, Paris 1992.