“Il fascismo equivale
in tutta logica a un’estetizzazione della vita politica […] La distanza che
l’umanità risente nei confronti di se stessa ha toccato un punto tale da poter
vivere la sua stessa distruzione come un piacere estetico di prim'ordine. Ecco
quel che ne è dell’estetizzazione del politico, alla quale lavora il fascismo.
Walter Benjamin, L’opera d’arte all’epoca della
sua riproducibilità tecnica, 1939.
“Non so se un secolo basterà perché i miei
scritti e le mie congetture vengano chiariti e compresi, ma se non ne avrò il
tempo, il tempo se ne occuperà per me”.
Raoul Vaneigem, Grimoire, Grevis, Caen 2026.
La patologia fascista è una peste
emozionale fondata sulla menzogna sistematica.
Mussolini aveva dissimulato un
figlio nato durante la sua giovinezza fino a farlo sparire una volta arrivato al potere. Si è
volatilizzato insieme a sua madre, diventata imbarazzante per il cosiddetto
duce e per le sue ridicole smorfie, ma soprattutto per i camerati nazionalisti
di ieri e di oggi che adorano l’effigie iconica e totalmente falsa dei loro santi immacolati e liberatori (Duce,
Führer o pro MAGA che siano).
Il fascismo è un misticismo
opportunista.
Mussolini, Hitler, Trump, Putin,
Netanyahou, Le Pen, Bolsonaro, Milei, Erdogan, e chi più ne ha più ne metta.
Per me basta così, ce ne sarebbero troppi da citare, volendo. Incarnano
crocifissi simbolici senza stigmate reali, profeti demenziali ma con imponenti
conti in banca, oggetti di culto concepiti per essere consumati e gettati dopo
l’uso, destino che attende anche i loro maggiordomi di servizio, tipo Macron.
Imperatori spettacolari più o
meno effimeri, tutte le icone del potere finiscono nella spazzatura della
storia; qualcuno morto tragicamente, ma tutti assicurati dell’agiatezza
economica per il resto della loro sopravvivenza grazie alla protezione dei più
ricchi che se ne servono per conservare e aumentare i loro privilegi.
La loro funzione spettacolare è
quella di preparare il rinnovamento sul mercato dell’illusione politicante che
offre in saldo prodotti e sottoprodotti sempre più inquinati e nocivi :
Salvini, Renzi, Vannacci, Glucksmann, Retailleau, Bardella, Le Pen (con o senza
braccialetto elettronico) e chissà quanti altri rimasti anonimi nel guscio
pestilenziale dello spettacolo che continua senza interruzione.
Tutti questi guitti spettacolari
mentono come respirano. La menzogna è lenta a morire quando la libertà è
umiliata e le intelligenze disfatte, la sensibilità malata, in punto di morte,
inscatolata in telefoni portatili stretti in mano molto peggio che la cravatta
al collo.
Alla fine la verità nascosta
emerge sempre, ma troppo tardi. Quando il male è fatto e le tragedie si
accumulano, uguali e diverse, quando la verità non servirà più a nessuno poiché
la peste emozionale avrà già fatto dei danni irreparabili.
A proposito di Mussolini, per
esempio: solo relativamente di recente è venuto fuori che la madre del
suo primo figlio è stata anche una delle sue vittime. Colei che aveva
finanziato i suoi primi successi in politica è stata relegata fin dagli anni
trenta del secolo scorso in un ospedale psichiatrico per farla sparire,
cancellarla dal radar di una storia recitata nello spettacolo di una potenza
illusoria e macabra.
Emerge nel dittatore italiano di
ieri lo stesso tipo di potenza spettacolare che oggi ottenebra Trump nel suo
delirio di onnipotenza impotente (onnipotenza del cinismo, impotenza dell’aiuto
reciproco, dell’amore e della sensibilità). Non è dunque una specificità
italiana falsificare i fatti e far loro dire il contrario della verità, come
per le bombe di Piazza Fontana a Milano nel 1969.
La menzogna non ha nazionalità,
non ha altra radice se non il suprematismo, ma non c’è dubbio che Mussolini
fosse italiano. Dunque, oltre ogni razzismo, mi pongo la questione : dei
Rital spesso mentitori seriali per sopravvivenza (« Franza o Spagna
purché se magna »), che cosa pensare ? C’è razzismo e menzogna
dappertutto, quando si è razzisti di cuore e di pancia. Il cervello non fa che
seguire manipolando il tutto.
Ed ecco allora un recente banale
dilemma che nasconde una questione retorica: il dottor Bardella è stato
un ottuso e maniaco antisemita prima di essere ferocemente anti immigrazione e
pro Israele?
Tutti possono mentire, ma si può
riconoscere il fascista dal modo surrealista di farlo, cosciente di mentire e
cosciente che anche chi lo ascolta lo sa.
Si sente in sordina l’abituale
refrain del fascismo: “Provati a dire il contrario di quel che affermo
e vedrai quel che ti succede”.
(Magari non oggi, ma appena
avremo preso il potere. ALLORA NON AVREMO PIÙ BISOGNO DI MENTIRE ! Se non per solo piacere
perverso.).
Il fascismo è sempre stato
accompagnato da un clima morboso.
Durante il ventennio fascista, in
Italia, per regolare il conto agli antifascisti bastava un po’ d’olio di ricino
fatto ingoiare per l’umiliazione, poi una mela in sarcastico dono di addio e
infine una fucilata alla schiena. Nel 1945, Mussolini ha cercato di sfuggire
agli antifascisti travestito da tedesco ma è stato scoperto e fucilato dai
partigiani.
Dal canto suo, Hitler, prode
tedesco-austriaco (ancora un migrante) ha vissuto un rapporto intimo
controverso con la sua giovane nipote Geli Raubal, suicidatasi nel 1931;
poi, di fronte alla sconfitta finale, si è suicidato anche lui, insieme a Eva
Braun appena sposata. Dissimulazione, suprematismi di ogni tipo, poi e morte
data o subita sono il brodo di coltura e la cultura di tutti i fascismi.
La scomparsa di Hitler ha tolto
al mondo il diritto di giudicare direttamente la sua funesta elucubrazione
razzista, menzogna assoluta che è sempre la stessa in ogni epoca, mentre i
capri espiatori cambiano secondo il tipo di masse manipolate di riferimento.
La menzogna strutturale fascista
e suprematista si basa infatti su una vittima sacrificale variabile nel tempo e
secondo le situazioni; gli eredi di quelli che gasavano gli ebrei quasi
un secolo fa, sostengono oggi il fascismo israeliano e l’olocausto programmato
dei palestinesi.
Tuttavia il peggio del fascismo è
che, per arrivare al potere e funzionare al vertice, ha bisogno di masse
ottenebrate che ingoino menzogne inaccettabili per ignoranza e frustrazione,
per rabbia impotente a causa dei soprusi patiti. Masse idiotizzate e arrabbiate,
attaccate morbosamente alla greppia dell’odio sociale, pulsionalmente portate a
baciare le mani di quelli che ne preparano le future tragedie : dominatori
maschi e ben più raramente femmine, Jupiter di paccottiglia al servizio di quello
stesso potere che le masse fascistizzate detestano credendo stupidamente di
combatterlo attraverso l’adorazione mistica di un nuovo duce sovrano
sacralizzato: “Alé, proviamo anche questo/questa ! E dai, che il lavoro
rende liberi!”.
La menzogna fascista funziona a
partire dalla sottomissione ideologica alla menzogna spettacolare da parte di
masse malate d’ignoranza e frustrazione nella vita quotidiana.
Si sa quanto Goebbels, Himmler e
compagnia fossero mentitori seriali in mezzo alla menzogna diffusa dei loro
camerati e compagni di merende sadomaso. E lo facevano sapere senza ritegno,
dicendolo non proprio così apertamente come segue, ma quasi: « Più la
calunnia grossolana è ripetuta e più
diventa verità per gli idioti manipolati ». Il che non è altro che il
principio della pubblicità della merce in un mondo capitalista, mercificato
fino all’osso.
La menzogna strutturale di ogni
fascismo emerge grandiosa perfino a proposito della bandiera nazista, la cui
svastica era e resta un segno d’amore indiano falsato e rovesciato in segnale
di odio stupratore in nome del mitico terzo Reich. Ce lo ha ricordato da tempo,
nei suoi scritti chiaroveggenti, Wilhelm Reich che ha studiato a fondo la
ragnatela psicologica del carattere fascista se ne intendeva. Lo stupro è,
infatti, l’inversione dell’atto d’amore genitale condiviso, rovesciato in odio
suprematista patriarcale, imposto con la violenza e il disprezzo della vittima.
Il fascismo è una violenza
fondata sulla menzogna imposta e subita.
I pro nazisti della repubblica di
Salò e di Vichy, responsabili indiretti o diretti dell’assassinio di Matteotti
a Roma e dei fratelli Rosselli in Normandia, hanno torturato e ucciso molti
resistenti antifascisti durante la seconda guerra mondiale, mentre i resistenti
anonimi attuali, studenti o Gilets Jaunes, sono – soltanto talvolta e non
tutti, oclocrazia oblige – accecati o amputati dalla polizia dello Stato
spettacolarintegrato.
Intimamente transalpino che sono,
sentendomi spesso italiano in Francia e francese in Italia, cerco da un mezzo
secolo di capire l’identità e le differenze dei miei due popoli d’origine. E
credo aver capito parecchie cose mangiando spaghetti in Francia e ratatouille
in Italia.
Brecht aveva giustamente notato
che il fascismo è la democrazia in crisi. In effetti una complicità transalpina
di stampo fascista emerge quando la patria dei ricchi capitalisti è in
pericolo.
Esattamente come per le mafie, la
democrazia cristiana esiste dai due lati delle Alpi, ma con nomi diversi. La DC
italiana più profascista è ufficialmente sparita con i Scelba, i Tambroni, gli
Andreotti, scadendo poi in Berlusconi e Bossi prima di riapparire, mutatis
mutandi, con la Meloni.
I democristiani francesi non
hanno mai osato chiamarsi chiaramente così a causa della rivoluzione francese
da cui nessun francese può prescindere. Tuttavia il potere francese ha sempre
conservato e imposto la paranoia della Francia figlia maggiore della chiesa
romana cioè dell’oscurantista cultura politica vaticana, fino alle
ultime caricature lepeniste, mostruose e interscambiabili, che si assumono o
che s’ignorano nel gregge composto oggi da Retailleau, Ciotti e compagnia che
imperversa sul canale televisivo Cnews, ma non solo.
Ranocchie squadriste da
acquasantiera da un lato e similitudini folcloristiche marcanti dall’altro come
il pre-Bardella Salvini e Santanché, una Dati italiana.
Dal tempo del capitalismo dello
spettacolo concentrato o diffuso, oggi superato e diventato ormai integrato[1],
sono piuttosto in marcia con il potere dominante le pulci da materasso
dei diversi socialismi psico patologici. Si tratta di parassiti derivati
attuali della socialdemocrazia che ha assassinato Rosa Luxembourg più di un
secolo fa, ben prima di essere soppiantata in brutalità dal nazionalsocialismo
hitleriano e dal « viva la muerte » franchista, mentre il
fascismo rosso bolscevico si occupava di fagocitare Russia e dintorni, Cina
inclusa.
Appena ieri lo spettacolo
integrato ha spinto quel che resta dell’umanità francese e della sua
rivoluzione borghese fino al socialismo spettacolare quanto ridicolo di un
François Hollande clownesco che ha poi prodotto il mostro narcisista macronista
in marcia verso l’abisso del postfascismo. La Francia è in leggero
ritardo sul progetto in corso di una presa del potere spettacolar-planetario;
potere prodotto, appunto, da una società dello spettacolo emozionalmente
appestata.
Per ragioni storiche evidenti, la
cancellazione forsennata della libertà, dell’uguaglianza e della fraternità
richiedono un po’ più di lavoro manipolatore in Francia che altrove. Più di
quanto richiesto, per esempio, per l’umiliazione sistematica di un popolo
storicamente pluricolonizzato e vaticanizzato come l’Italiano o di un popolo
integralista religioso legato all’invasione dei Pilgrim Fathers e allo
sterminio di un’intera civiltà autoctona come gli Stati Uniti d’America,
orribilmente schiavisti e imperialisti.
In realtà siamo tutti in un
impasse planetario dove la menzogna circola senza più ritegno alcuno, operando
la falsificazione del mondo. Ormai, con l’ausilio del virtuale, non solo tutto
si può dire, ma addirittura si può mostrare il falso come vero senza la minima
verifica possibile dei dati.
EPPURE LA MENZOGNA IMPESTA
L’ARIA, sempre di più, fino a diventare insopportabile. La si intuisce, quasi
leggibile negli occhi di chi mente al punto che si vede che non può trattenersi
dal ridere sotto i baffi di fronte al suo interlocutore idiotizzato e
manipolato. In questo gioco delle tre carte tecnologiche, i più eccitati e
scomposti, per non dire isterici, insieme ai politici di professione, sono i
media al servizio del potere.
Ciò è oggi particolarmente vero
in Francia, anche se il meccanismo della propaganda imperversa dappertutto. Nel
paese dei mille formaggi deliziosi, i galoppini della menzogna di Stato e di
Mercato mentono come respirano, urlando che Danone lava più bianco e che
dunque LFI è antisemita.
A forza d’intendere questo genere
di mantra idiota e volontariamente confusionista, c'è il rischio che molti
servitori volontari in stato confusionale propagandistico usino lo yogurt come
sapone e vedano gli insoumis di LFI e di altrove come il diavolo in
persona. Tanto più che, come vespe sul miele, i politicanti di destra, di
centro e della sinistra in sinistra decomposizione riprendono il tutto al punto
di cantare in coro la demonizzazione di LFI con i tenori dell’ex Fronte
nazionale; i quali approfittano della situazione per giurare di non avere mai
avuto nulla a che fare con le Waffen SS anche se è di dominio pubblico il
contrario. Da bravi mentitori seriali affermano con aria grave e scandalizzata
che si tratta dell’ennesima calunniosa invenzione di Mediapart, i cui membri
mostruosamente sovversivi saranno, dunque, trascinati in tribunale e
severamente puniti quando la Francia nazionalista e petinista arriverà al
potere. Cioè molto presto, grazie al voto dei veri francesi di origine
controllata, quelli che ripetono ancora dovunque senza ridere: «i nostri
antenati i Galli».
A meno che l’antifascismo che
resiste in modo commovente oggi ancora nelle scuole e nella società, prevalga
insieme alla Francia del 1789, 1871, 1968, la cui radicalità cristallina è
sistematicamente dimenticata e repressa dalla classe dominante e dai suoi
sbirri del dominio reale del Capitale. Infatti i popoli serbo, italiano,
francese e di altrove si risvegliano di fronte all’ignominia capitalista
planetaria in fase terminale.
I popoli non ne possono più e
cominciano a farlo sapere nel mondo intero, facendo rinascere una volta di più
la speranza di un mondo libero ed egualitario tanto spesso disfatta dal potere. La speranza riappare
nella storia, ma se la menzogna vincerà ancora una volta contro la storia e se
quel che ho scritto qui vi riguarda, non dimenticatelo. Tra un anno, potrebbe
non esistere più. O addirittura non essere mai esistito e bisognerà
reinventarlo un’altra volta.
Sergio Ghirardi Sauvageon, 4 novembre 2026
Sur la peste émotionnelle dans sa pandémie politique en cours
« Le fascisme équivaut en toute logique à une esthétisation de
la vie politique […] Le détachement que l’humanité éprouve à l’égard
d’elle-même a atteint un point tel qu’elle peut vivre sa propre destruction
comme un plaisir esthétique de premier ordre. Voilà ce qu’il en est de
l’esthétisation du politique, à laquelle travaille le fascisme ».
Walter
Benjamin, L’œuvre d’art à l’époque de sa reproductibilité technique,
1939.
« Je ne sais si un siècle suffira pour que mes essais et
conjectures soient démêlés et compris, mais si je n’ai pas le temps, le temps
en disposera pour moi ».
Raoul
Vaneigem, Grimoire, Grevis, Caen 2026
La pathologie fasciste est une peste émotionnelle
fondée sur le mensonge systématique.
Mussolini avait dissimulé un fils né pendant
sa jeunesse jusqu'à le faire littéralement disparaître une fois arrivé au
pouvoir. Celui-ci s’est volatilisé ainsi que sa mère, devenue embarrassante
pour le soi-disant duce et pour ses grimaces ridicules, mais surtout
pour les partisans nationalistes d’hier et d’aujourd’hui qui adorent l’effigie
iconique et totalement fausse de leurs saints immaculés et libérateurs (duce,
führer ou pro MAGA qu’il soient).
Le fascisme est un mysticisme opportuniste.
Mussolini, Hitler, Trump, Poutine, Netanyahou,
Le Pen, Bolsonaro, Milei, Erdogan et la liste est loin d’être exhaustive, mais
pour moi, ça suffit, il y aurait trop de noms à citer, si l’on voulait. Ils
incarnent des crucifix symboliques sans réels stigmates, des prophètes
démentiels mais pourvus d’imposants comptes en banque, des objets de culte
conçus pour être consommés et jetés après usage, destin qui attend aussi leurs
majordomes de service, genre Macron.
Empereurs spectaculaires plus ou moins
éphémères, toutes les icônes du pouvoir finissent dans la poubelle de
l’histoire ; quelques uns morts tragiquement, mais tous assurés à vie d’un
revenu très confortable grâce à la protection des plus riches qui en profitent
pour conserver et accroître leurs privilèges.
Leur fonction spectaculaire est de préparer le
renouvellement sur le marché de l’illusion politicienne qui offre en promotion
des produits et sous-produits de plus en plus frelatés et nuisibles : Salvini,
Renzi, Vannacci, Glucksmann, Retailleau, Bardella, Le Pen (avec ou sans
bracelet électronique) et qui sait combien d’autres, restés anonymes dans la
coquille pestilentielle d’un spectacle ininterrompu.
Tous ces clowns spectaculaires mentent comme
ils respirent. Le mensonge est lent à mourir lorsque la liberté est humiliée et
les intelligences défoncées, la sensibilité malade, au seuil de la mort,
coincée dans des téléphones portables que la main serre plus que la cravate le
cou.
À la fin, la vérité cachée émerge toujours,
mais trop tard, quand le mal est fait et que les tragédies s’accumulent,
semblables et différentes, quand la vérité ne servira plus à personne, la peste
émotionnelle ayant déjà causé d’irréparables dégâts.
À propos de Mussolini, par exemple : ce
n’est que relativement récemment qu’on a su que la mère de son premier enfant
fut aussi une de ses victimes. Celle qui finança ses premiers succès en politique a été reléguée
dès les années trente du siècle dernier dans un hôpital psychiatrique, afin de
la retirer des radars d’une histoire jouée dans le spectacle d’une puissance
illusoire et macabre.
Émerge chez le dictateur italien d’antan le
même type de puissance spectaculaire qui aujourd'hui assombrit Trump dans son
délire de toute puissance impuissante (toute puissance du cynisme, impuissance
de l’entraide, de l’amour et de la sensibilité). Il n’est donc pas une
spécificité italienne de falsifier les faits et de leur faire dire le contraire
de la vérité, comme pour les bombes de Piazza Fontana à Milan en 1969.
Le mensonge n’a pas de nationalité, pas
d’autre racine que le suprématisme, mais il ne fait aucun doute que Mussolini
était italien. Donc, au-delà de tout racisme, je me pose la question : des
Ritals, souvent menteurs en série pour survivre (« la France ou
l’Espagne, pourvu qu’on mange »), que faut-il en penser ? Il y du
racisme et du mensonge partout, quand on est raciste par le cœur et par le
ventre. Le cerveau ne fait que suivre en manipulant le tout.
Et voilà donc un dilemme banal récent qui
cache une question rhétorique : le docteur Bardella a-t-il été un obtus et
maniaque antisémite avant d’être férocement anti-immigration et pro
Israël?
Tout le monde peut mentir, mais on peut
reconnaître le fasciste par sa manière surréaliste de le faire, conscient de
mentir et conscient que ceux qui l’écoutent le savent aussi.
On entend en arrière-plan le refrain habituel
du fascisme : « Essaie de dire le contraire de ce que j’affirme et
tu verras ce qui t’arrivera ».
(Peut-être pas aujourd’hui, mais dès que nous
aurons pris le pouvoir. ALORS
NOUS N’AURONS PLUS BESOIN DE MENTIR ! Si ce n'est pour un simple
plaisir pervers).
Le fascisme a toujours été accompagné d'un
climat morbide. Pendant les vingt ans de fascisme en Italie, pour régler leur
compte aux antifascistes, il suffisait de leur faire avaler un peu d'huile de
ricin pour l'humiliation, puis une pomme en cadeau sarcastique d'adieu et enfin
une balle dans le dos. En 1945, Mussolini a essayé d'échapper aux antifascistes
déguisé en Allemand, mais il a été découvert et fusillé par les partisans
italiens.
Quant à lui, Hitler, valeureux
germano-autrichien (encore un migrant), a eu une relation intime trouble avec
sa jeune nièce Geli Raubal, qui s'est suicidée en 1931 ; puis, face à la
défaite finale, il s'est à son tour suicidé avec Eva Braun à peine mariée.
Dissimulation, suprématismes de toutes sortes, puis mort donnée ou subie sont
le terreau et la culture de tous les fascismes.
La disparition d’Hitler a privé le monde du droit
de juger directement sa funeste élucubration raciste, un mensonge absolu qui
reste toujours le même à chaque époque, tandis que les boucs émissaires
changent selon le type de masses manipulées concernées.
Le mensonge structurel fasciste et
suprématiste repose en effet sur une victime sacrificielle variable dans le
temps et selon les situations ; les héritiers de ceux qui gazaient les
juifs il y a presque un siècle, soutiennent aujourd’hui le fascisme israélien
et l’holocauste programmé des Palestiniens.
Cependant, le pire du fascisme c’est que, pour
arriver au pouvoir et fonctionner au sommet, il a besoin de masses aveuglées
qui avalent des mensonges inacceptables par ignorance et par frustration, par
colère impuissante à cause des abus subis. Des masses idiotisées et en colère,
morbidement attachées à la mangeoire de la haine sociale, pulsionnellement
poussées à soutenir ceux qui préparent leurs tragédies futures : dominants
mâles et bien plus rarement femelles, Jupiters en toc au service de ce même
pouvoir que les masses fascisées détestent en croyant stupidement de le
combattre par l’adoration mystique d’un nouveau dux souverain
sacralisé : « Allez, essayons celui/celle-ci aussi !
Allez, que le travail rend libre ! ».
Le mensonge fasciste fonctionne à partir de la
soumission idéologique au mensonge spectaculaire de la part de masses malades
d’ignorance et de frustration dans la vie quotidienne.
On sait combien Goebbels, Himmler et compagnie
étaient des menteurs en série au milieu du mensonge répandu par leurs camarades
et compagnons de beuveries sadomasochistes. Et ils le faisaient savoir sans
retenue, en le disant pas exactement aussi ouvertement que je le fais ici, mais
presque : « Plus la calomnie grossière
est répétée, plus elle devient vérité pour les idiots manipulés ». Ce n’est rien d’autre que le principe de la publicité de
la marchandise dans un monde capitaliste, marchandisé jusqu’à l’os.
Le mensonge structurel de tout
fascisme émerge grandiose même à propos du drapeau nazi dont la croix gammée
était et reste un signe d'amour indien détourné et inversé en signe de haine
violente au nom du mythique troisième Reich. Wilhelm Reich, qui étudia à fond
la toile d’araignée du caractère psychologique du fascisme, nous l'a rappelé depuis
longtemps dans ses écrits clairvoyants. Car le viol est en effet l'inversion de
l'acte d'amour génital partagé, transformé en haine suprématiste patriarcale,
imposé avec violence et mépris de la victime.
Le fascisme est une violence qui
repose sur le mensonge imposé et subi.
Les pro-nazis de la république de
Salò et de Vichy, responsables indirects ou directs des assassinats de
Matteotti à Rome et des frères Rosselli en Normandie, ont torturé et tué un
grand nombre de résistants antifascistes pendant la deuxième guerre mondiale,
tandis que les résistants anonymes actuels, étudiants ou Gilets Jaunes,
sont aveuglés ou amputés par la police
de l’État spectaculaire-intégré (seulement parfois et pas tous, ochlocratie
oblige).
Intimement
transalpin, me sentant souvent italien en France et français en Italie, je
cherche depuis un demi-siècle à comprendre l’identité et les différences de mes
deux peuples d’origine. Et je crois avoir compris pas mal des choses, en
mangeant des spaghettis en France et de la ratatouille en Italie.
Brecht
avait bien remarqué que le fascisme est la démocratie en crise. Or une
complicité transalpine fascisante apparaît quand la patrie des riches
capitalistes est en danger.
Exactement
comme pour les mafias, la démocratie chrétienne existe des deux côtés des
Alpes, mais sous des noms différents. La DC italienne la plus pro-fasciste a
officiellement disparue avec les Scelba, Tambroni, Andreotti, mais a
ultérieurement dégénéré en Berlusconi et Bossi avant de réapparaître, mutatis
mutandi, avec Meloni.
Les démocrates-chrétiens français
n'ont jamais osé se nommer clairement ainsi à cause de la Révolution française
dont aucun Français ne peut se passer. Toutefois, le pouvoir français a
toujours conservé et imposé la paranoïa de la France fille aînée de l’église
romaine, c’est à dire de la culture politique vaticane obscurantiste,
jusqu’aux dernières caricatures lepenistes, monstrueuses et interchangeables,
qui s’assument ou s’ignorent dans le troupeau actuel composé de Retailleau,
Ciotti et compagnie qui sévissent sur la chaîne médiatique CNews, mais pas que.
Grenouilles de bénitier
fascisantes d’un côté et similitudes folkloriques frappantes de l’autre :
le pre-Bardella Salvini et Santanché, une Dati italienne.
Depuis le temps du capitalisme du
spectacle concentré ou diffus, aujourd’hui dépassé et devenu désormais intégré[1], les
punaises de lit des différents socialismes psycho-pathologiques sont plutôt en
marche avec le pouvoir dominant. Ce sont les dérivés actuels de la
social-démocratie qui a assassiné Rosa Luxembourg il y a plus d'un siècle, bien
avant d’être dépassée en brutalité par le national-socialisme hitlérien et par
le « viva la muerte » franquiste, tandis que le fascisme rouge
bolchevique s’occupait d’avaler la Russie et ses environs, Chine incluse.
Récemment, le spectacle intégré a poussé ce
qui reste de l’humanité française et de sa révolution bourgeoise jusqu’au
socialisme spectaculaire et tout aussi ridicule d’un François Hollande
clownesque qui a ensuite produit le narcissique monstre macroniste, en
marche vers l’abîme du post-fascisme. La France est légèrement en retard
sur le projet en cours d’une prise de pouvoir spectaculaire-planétaire ;
pouvoir produit, justement, par une société du spectacle émotionnellement
pestiférée.
Pour des raisons historiques évidentes, la
suppression de la liberté, de l’égalité et de la fraternité nécessite un peu
plus de travail manipulateur en France qu’ailleurs. Plus que ce qui est
nécessaire, par exemple, pour l’humiliation systématique d’un peuple
historiquement pluricolonisé et vaticanisé comme l’Italien ou d’un peuple
religieux intégriste, né de l’invasion des Pilgrim Fathers et de
l’extermination d’une entière civilisation autochtone comme les États-Unis d’Amérique,
horriblement esclavagistes et impérialistes.
En fait nous sommes tous dans une impasse
planétaire où le mensonge circule sans la moindre retenue, falsifiant le monde.
Désormais, avec l’aide du virtuel, non seulement tout peut être dit, mais on
peut même montrer le faux comme vrai sans aucune vérification possible des
données.
ET POURTANT, LE MENSONGE EMPESTE L’AIR, de
plus en plus, jusqu’à devenir insupportable. On le devine, presque lisible dans
les yeux de celui qui ment, au point qu’on voit qu’il ne peut pas s’empêcher de
rire en coin de son interlocuteur idiotisé et manipulé. Dans ce jeu de bonneteau
technocratique, les plus excités et désordonnés, pour ne pas dire
hystériques, sont, avec les politiciens professionnels, les médias au service
du pouvoir.
En France cela est aujourd’hui
particulièrement vrai, même si le mécanisme de la propagande sévit partout.
Dans le pays aux mille délicieux fromages, les collaborateurs du mensonge
d’État et de Marché mentent comme ils respirent, criant que Danone lave plus
blanc et que donc LFI est antisémite.
À force d’entendre ce genre de mantra idiot et
volontairement confusionniste, il y a le risque que bon nombre des serviteurs
volontaires paumés par la propagande se lavent avec le yogourt et voient les insoumis
de LFI et d’ailleurs comme le diable en personne. D’autant plus que, comme des
guêpes sur le miel, les politiciens de droite, du centre et de la gauche en
sinistre décomposition reprennent le tout, au point de chanter en chœur la diabolisation
de LFI avec les ténors de l’ex Front national ; lesquels profitent de la
situation pour jurer qu’ils n’ont jamais eu à faire avec les Waffen SS même si
le contraire est connu et reconnu. En bons serial menteurs ils affirment avec
un ton grave et scandalisé qu’il s’agit de l’énième invention calomnieuse de
Mediapart dont les affreux subversifs seront donc traînés en justice et
sévèrement punis, lorsque la France nationaliste et pétainiste arrivera au
pouvoir. C’est-à-dire très bientôt, grâce au vote des vrais Français d’origine
contrôlée, ceux qui répètent encore partout, sans rire : « Nos
ancêtres les Gaulois ».
A moins que l’antifascisme, qui encore
aujourd’hui résiste de façon émouvante dans les écoles et dans la société,
l’emporte avec la France de 1789, 1871, 1968, dont la radicalité cristalline
est systématiquement oubliée et réprimée par la classe dominante et par ses
sbires de la domination réelle du Capital. Car les peuples serbes, italiens,
français et d’ailleurs se réveillent face à l’ignominie capitaliste planétaire
en phase terminale.
Les peuples n’en peuvent plus et commencent à
le faire savoir dans le monde entier, faisant renaître une fois de plus
l’espoir d’un monde libre et égalitaire si souvent écrasé par le pouvoir.
L’espoir réapparaît dans l’histoire, mais si encore une fois le mensonge gagne
contre l’histoire et ce que j’ai écrit ici vous concerne, gardez-le en mémoire.
Dans un an, il pourrait ne plus exister. Ou même n’avoir jamais existé, et il
faudra le réinventer une fois encore.
Sergio Ghirardi Sauvageon, 4 novembre 2026



