lunedì 28 gennaio 2013

ITE MISSA EST



 

commentando:

Il viaggio diGrillo, Fo, Casaleggio. E il “guru” disse: “Leader? Paroladel passato” Dal FQ del 28-1-2013

Aldilà dello spettacolo elettorale il nodo della situazione è che siamo di fronte a una mutazione antropologica imprescindibile, salvo collasso della biosfera e delle scimmie che abitano il nostro disgraziato pianeta. 
Il mutamento in atto oscilla tra la catastrofe e la rivoluzione sociale strisciante che da mezzo secolo crepa la civiltà del lavoro in declino; non si può, tuttavia, descriverlo con le parole del mondo che muore perché il concetto di democrazia diretta non è una variabile della democrazia esistente ma il suo superamento.
La rete è un ottimo strumento di scambio di opinioni, pregiudizi e credenze ma è soprattutto il termometro del livello culturale di un popolo. Purtroppo non si presta ad approfondimenti pedagogici. 
La cultura è il livello di consapevolezza della coscienza sensibile degli individui reali, non wikipendia. 
I tifosi restano tifosi e i partiti le squadre in cui si depositano le miserie ideologiche diverse degli spettatori-consumatori di cose e di slogan. 
Oltre destra e sinistra, di sopra e di sotto, non c'è l'ecumenismo umiliante dei servitori volontari ma un pensiero radicale capace di cogliere il mutamento in atto per renderlo umano anziché subirlo come una catastrofe sociale e ambientale.
Radicale è cogliere le cose alla radice e la radice dell'uomo è l'uomo stesso, l'ambiente in cui vive, i suoi desideri e i falsi bisogni indotti che mai furono desiderati prima dell’immancabile iniezione pubblicitaria. Radicale non ha niente a che spartire con il logo ormai delirante di preti laici alla Pannella nè con l'estremismo nichilista.
Oltre fascismo e antifascismo, c'è l'autogestione generalizzata della vita quotidiana in cui nessuno decide per gli altri o subisce la volontà altrui. La democrazia non è la dittatura di una maggioranza di domestici ma la sintesi delle differenze per la felicità di tutti.
Votate per chi volete, i nodi antropologici verranno comunque al pettine dei sopravvissuti e la politica smetterà d'essere un mestiere ignobile per diventare l'ambito poetico dell'emancipazione umana o la sua perdita definitiva.


Sergio Ghirardi