martedì 15 luglio 2014

UN PRESENTE IN BILICO TRA PASSATO E FUTURO






Aldous Huxley aveva ragione nel 1939 quando scriveva più o meno così: « Per soffocare anticipatamente qualunque rivolta non bisogna affrontarla in maniera violenta. Basta creare un condizionamento collettivo talmente potente che la stessa idea di rivolta non verrà neppure più in mente agli uomini. L’ideale sarebbe formattare gli individui fin dalla nascita limitandone le attitudini biologiche innate.
Il condizionamento potrebbe poi proseguire con una diminuzione drastica dell’educazione fino a ridurla a una specie d’inserzione professionale. Un individuo incolto ha un orizzonte di pensiero limitato e più il suo pensiero si limita a preoccupazioni mediocri meno è in grado di rivoltarsi. Bisogna fare in modo che l’accesso al sapere diventi sempre più difficile ed elitista. Che si approfondisca il fossato tra il popolo e la scienza, che l’informazione destinata al grande pubblico sia anestetizzata da ogni contenuto sovversivo. Soprattutto niente filosofia. Ancora una volta bisogna fare opera di persuasione e non di violenza diretta: si diffonderanno massivamente, attraverso la televisione, delle informazioni e dei divertimenti che accarezzino sempre l’emozionale o l’istintivo. Si occuperanno le intelligenze con quel che è futile e ludico. Risulta ottimo, tramite un chiacchiericcio e una musica incessante, impedire le intelligenze sensibili di pensare.
Si metterà la sessualità reificata al primo posto degli interessi umani. Non c’è niente di meglio come tranquillizzante sociale. In generale, si farà in sorta di bandire quel che è serio dall’esistenza, di ridicolizzare tutto quello che ha un valore elevato, di coltivare una costante apologia del superficiale in modo che l’euforia della pubblicità diventi lo standard della felicità umana e il modello della libertà. »
Evidentemente quel che oggi è pura realtà era già concepibile prima della seconda guerra mondiale, i cui vincitori hanno messo in opera alla lettera i “consigli” di Huxley a dimensione planetaria. Il putrido e patologico nazifascismo ha lasciato il posto all’hollywoodiano fascismo della merce regina e dei suoi schiavi salariati.
In realtà è ormai possibile cogliere una continuità storica e un’alleanza economica continua e inequivocabile tra la peste nazifascista e l’oclocrazia liberale che l’ha sconfitta militarmente per continuare il progetto comune di svuotamento delle coscienze e la disumanizzazione del mondo in nome del profitto. Gli antichi finanziatori, americani e non, del progetto nazista sono i nuovi democratici spettacolari delle multinazionali e delle mafie economiche che le sostengono.
Non c’è altra mondializzazione che quella di un totalitarismo mercantile universale. Oggi, però, la fine di questo orribile mondo autoritario e perverso si profila all’orizzonte non perché l’uomo ne ha preso coscienza ma perché la natura si sta decisamente impiegando ad abolirlo dimostrandone impossibile lo sviluppo infinito in un mondo finito.
Il limite intrinseco e invalicabile del Capitale è quello di non poter sopravvivere senza aumentare costantemente il processo di auto valorizzazione. Non è dunque più neppure pensabile di riformarlo ( e del resto nessuno parla di riformarlo ma solo di imporlo con una crescente violenza che si prepara e già si esprime) mentre per abolirlo una nuova soggettività che rimetta al centro un corpo d’amore funzionante sulla gratuità antiproduttivistica deve farsi strada dopo secoli, millenni di umiliazione sotto le forche caudine di un progresso oscurantista gestito dal Leviatano economicista. Il progetto consiliare di una società umana autogestita deve riemergere oltre le illusioni parlamentariste e i deliri rivoluzionari millenaristi che sono l’ultimo spettacolo di una società che implode.
Viviamo davvero un’epoca terribile e potenzialmente formidabile in cui l’alleanza dell’uomo con la natura potrebbe abolire finalmente il vecchio mondo in nome di quello che batte psicogeograficamente da sempre nel cuore dell’umanità incompiuta delle scimmie umane. Un mondo di dono orgastico, autogestito dall’autonomia degli individui e dalla solidarietà collettiva. Un mondo di democrazia reale, dunque diretta e generalizzata della vita quotidiana, dal locale al planetario.
Solo il meglio qualitativo potrà ormai salvarci dal peggio quantitativo del mondo alienato che avanza verso il baratro.
Potrebbe ancora....

Sergio Ghirardi